13. ott, 2017

Pensieri di basso profilo in una sensazione di crollo imminente.

Ci occupiamo di cose che in realtà non ci interessano molto, il campo è sgombrato da qualsiasi grande progetto, resta progettualità minima che si può cambiare velocemente. Ci serve cambiare idea velocemente. Alla nostra generazione sembra pensare povero, ci mancano i grandi progetti, le spinte, le intuizioni di una direzione nuova. Ci siamo "ridotti", ci diciamo: <<basterebbe un po' di buon senso>>, e i sogni, i grandi sogni eccoli la notte, nel chiuso delle nostre stanze, non li mostriamo più. Noi amiamo tutto ciò che stimola il pensiero, la mia è una ricerca continua, non una provocazione fine a se stessa, mi piace verificare quale tipo di suggestione emotiva possa creare parlare con le persone, confrontarsi con le loro vite e questa è conoscenza senza filtri retorici, è vita effettiva imperniata nella collettività. La collettività come sfondo il resto è esprimersi, aiutarsi, sorridere, essere delicati, comprendere, vivendo in quella <<felicità minima>> di cui spesso parliamo qui sopra nella pagina Saper vivere. Ci addolora come la politica dia cattivo esempio, come le omelie del clero diano cattivo esempio, logore e crudeli, in esse prevalgono sempre la logica del potere sull'effettivo interesse della collettività, i giornali? Leggevo sempre i giornali tranne La Gazzetta dello sport, oggi non più. Non mi fido di quello che scrivono. Cerco nelle singole individualità le verità nascoste dai riti del potere mediatico al soldo di questa o quella entità finanziaria, i social sono lo specchio dell'incapacità di pensare oltre un selfie, per avere sensazioni di vita vissuta bene, occorre incontrarsi con le persone e parlarsi, toccarsi negli affetti. Scopriamo che tantissimi sono e vivono come noi, ed ecco che non ci sentiamo più soli.