20. lug, 2017

Dalla politica all'antipolitica e la gente?

La politca era invischiante, sembrava di sporcarsi solo a parlarne. Ridere con le battute su Andreotti era orribile, volgare, eppure intratteneva, io decisi di disfarmi dell'oscenità che mi entrava in casa, oggi portata da Costanzo, domani da Martufello, o da Platinette, lasciando l'ultimo televisore in una casa al mare dove ero sicuro di non tornare più. Era, credo il 1996, da quella data niente tele, come dicono i romani. Allora la politica era il gioco delle parti, dei rapporti di forza, delle adesioni e quando ho avuto rapporti con politici, singoli o gruppi, mi sono sempre trovato difronte a cose incomprensibili, incomprensione totale, come se l'uomo politico fosse un animale diverso da me animale comune. Quelli di sinistra amavano <separare> vedevi uno spettacolo, un film, magari anche ben fatto e loro eccoli a discutere di contenuti come se forma e contenuto fossero due cose separate, per me, sono sempre la medesima cosa. L'ideologia la vedevo come roba del passato, stravecchia, mentre alcuni politici la facevano passare per rivoluzionaria. In politica tutto diventava pragmatismo, a volte si rimproverava al Pci di essere troppo comunista e a volte di esserlo troppo poco. Per me essere di sinistra, non era partecipare al banchetto delle tangenti, ma tenere sempre in considerazione la comunicazione, lo scambio di opinioni, progettualità in senso pratico, competenza. Nel pragmatismo della politica tutto poteva essere catastrofico, non mi è mai piaciuto il <dover far tornare i conti> per forza. Con questa politica la gente ha cominciato a detestarsi di più, ognuno ha cominciato a scaricare i propri problemi sugli altri, si vive per conto proprio come se il benessere altrui fosse il nostro malessere o quello  di altri. Il nemico non esiste se tutti sono i nemici, da qui un'anestesia generale nella quale tutti ripetono gesti già fatti e il sopravvivere ha soppiantato il vivere. Poi ecco l'antipolitca, la fine di ogni legame tra politica e votanti, si vota il leader, occorre <bucare lo schermo> ed ecco che alcuni cialtroni incapaci hanno frequentato per anni professionisti dello schermo per imparare a farsi valere nei salotti della Tv, belli truccati e fascinosi. Qui la gente è andata fuori di testa, ha iniziato a votare alcuni assetati di potere al posto di uomini politici. In questi giorni sento, nel nome dell'antipolitca, che tutti i leader di partito, pensando alle prossime elezioni (primavera 2018), puntano a maggioranze che consentiranno di legiferare senza alcun filtro democratico. So che gli italiani li voteranno e so che accadrà il peggio del peggio ed è in pericolo la nostra democrazia, e il nostro vivere civile.