17. giu, 2017

Tangentopoli un'altra fregatura.

Se non fosse stata una vera ondata di pulizia, tangentopoli possiamo pensarla come una immensa fregatura l'ennesima per noi italiani. Grande quanto la conservazione dei posti di potere, pubblici e privati, da parte dei fascisti e filo fascisti nel dopo guerra. Gli arresti a raffica, mi facevano sentire la vicinanza di un pericolo, tutti quei soldi nelle case degli ammanettati facevano supporre un golpe imminente ma mi sbagliavo. Pensavo più ad una democrazia imposta piuttosto che a un golpe militare. Anche la crisi economica che subito seguì sembrò essere la causa giusta per chi aveva in mente di restare al potere come "necessità" emergente. Come spesso accade non esiste mai il momento giusto per cambiare, esiste un'urgenza più urgente delle altre. Nei cambiamenti arriva la violenza, e in quel momento devo dire che non ero affatto contro i traumi del cambiamento, né contro le sue turbolenze. Il pacifismo in quei casi non produce cambiamento, al massimo "camuffamento", si cambia casacca, si resta in campo e spesso migliorando la classifica. Con una stretta di mano non si è mai cambiato nulla, ma essere violenti è difficile. La violenza come necessità è difficile. Dentro avevo il disprezzo per l'uso insensato di essa e un moderno giacobinismo sarebbe certamente orribile, ma se un uomo che ricopre un incarico pubblico è palesamente ladro, deve essere rimosso e reso non dannoso. Lo Stato al di sopra dell'interesse privato, una riedizione gollista dello Stato. Venivo definito arrabbiato, indignato, rancoroso: <ma chi te lo fa fare> <perché prendersela tanto>. Invece no, non mi va bene tutto. Se non si lotta per cercare uan ragione, per inseguire chiarezza, verità, tanto vale crepare!! Quando sei dentro un meccanismo che non capisci e che ti sta sopra la testa, che ti trita, e le informazioni che hai sono diverse da quelle che senti reiterate. Questo è un gioco di cui non senti la casualità, ma comprendi appieno che qualcuno tiene le fila, lo gestisce e controlla. All'inizio degli anni Novanta sentivo forte la sensazione opprimente che siamo manipolati e che l'opinione pubblica era creata e costruita secondo un'etica della convenienza e sempre più manipolata. Niente rivoluzione, movimento che finisce nella polvere da sparo, niente cambiamento con tangentopoli ed un'opinione pubblica che cambia in fretta e segue imbonitori della peggiore specie. I socialisti diventano speculatori e conservatori, i comunisti sembrano ladri democristiani appena appena rinnovati ed un uomo al potere con 6 canali tv di sola propaganda. Venti anni dove l'unica costernazione visibile è stata, occuparsi di feste, e puttane dell'uomo di Arcore e dintorni. L'unica legge davvero importante per il sociale, in questi ultimi ventanni, è stata quella che consente ai cani l'accesso ai ristoranti.