6. mag, 2017

Noi studenti in piazza con gli operai.

<<Non vogliamo comprare, non ci interessa>>. Questo era il nostro pensiero, un pensare collettivo, allargato, libero che faccio risalire ai primi degli anni Settanta. Già verso il 1977 si potevano cogliere segnali di cristallizzazione di queste idee, e viene facile pensare che la fine di ogni cosa buona in Italia coincida con l'ascesa al potere di Bettino Craxi che si impadronì del Partito Socialista Italiano, proprio nel '77. Fu proprio così!! I primi anni Settanta sono stati anni interessanti che ancora oggi molti si rifiutano di comprendere a fondo, che forse non abbiamo ancora ben capito. Percepiamo una tendenza a rifiutarli, a sovrapporvi una lettura politica incerta, abusiva, in quanto la voglia di "partecipare" di quegli anni metteva in discussione innanzi tutto la politica del "palazzo" e la natura fascio/cristiana dell'insegnamento. Era un desiderio di partecipazione non solo alla vita politica, alla voglia di conoscenza, al miglioramento e crescita personale e collettiva. Il garantismo, il posto in banca, il posto sicuro  "al comune", pensare alla pensione, farsi raccomandare, sfruttare l'occasione, erano cose messe in secondo piano, avevano il posto tra gli interessi minori, a volte scartate. Il Settantasette non mi è piaciuto, tutto veniva tritato per "ridiventare come prima". Quel casino che si estese anche nel 1978 tolse lo spazio vitale ai nuovi pensieri che erano sottili avanzati ma ancora troppo deboli per poter resistere ai "professionisti del potere" che in Italia e Francia si erano strutturati nel periodo fascista e tali restati, camuffati e attivi, nelle nuove repubbliche del dopoguerra. Quel caos tolse ogni spazio al nuovo per poi degenerare fino al punto che, tutto quello che era "speranza" di miglioramento sociale, scomparve affievolito, assorbito, defunto. Tutti tornarono a pensare che dietro di loro non c'era nessuno, né dietro, né a fianco. Agli operai, che prendevano due soldi, andare in piazza sapendo che gli studenti erano con loro piaceva molto. Non sentirsi soli contro tutti, li rincuorava anche quando i celerini inventati da Scelba picchiavano sodo. Noi in quegli anni c'eravamo e cominciavamo a contare qualcosa, anzi molto. Non eravamo tutti scemi come spesso fanno credere le pennette serve di politici e clero loro complice. La gente è tornata sola, in balia di questa o quella persuasione. In balia della seduzione dei politici che ridono su manifesti e tv, e la gente, sappiamo quanto ha bisogno di sentire, capire di non essere sola. I precari di oggi si sentono morire quando perdono il lavoro, se manifestano in qualche modo, gli altri provano un senso di fastidio. Dietro quelli più deboli, c'è solo il nulla.