26. apr, 2017

Le importanti istanze del Sessantotto e i comunisti d'Italia.

Il Sessantotto porta istanze interessanti, appassionanti, muove tutto il paese e il partito comunista cosa fa? Avrebbe dovuto dire "scremiamo", c'è troppa confusione tra questi, invece ecco che ha paura di sporcarsi il vestitino da "comunista proprietario" appena ritirato dal sarto. Avevamo, eravamo un movimento culturale molto importante, che cambiava i modi fare, che cambiava la gente, la vita, ognuno di noi si interessava delle persone e non delle "cose". Le necessità primarie, intime di ognuno, divenivano il centro di interesse pur restando affetti riservati e importanti. Tutto nasce come profonda risposta culturale che solo più tardi diventerà anche risposta politica con i cortei e le manifestazioni. Subentrarono valori nuovi ed originali, fu movimento grandioso e vitalissimo. Solo nel 1982 Berlinguer si avventura con il suo discorso sulle donne, ma lo fa con 10 anni di ritardo, imperdonabile ritardo. Il Pci cerca di colmarlo questo ritardo, si barcamena per un decennio cercando di non perdere frange di un elettorato con interessi assai vari e ruoli sociali compositi. Ad un certo punto nel dopoguerra il mondo si era diviso in due e la nostra parte era americana e Berlinguer si inventò che era meglio essere comunisti in un paese americano piuttosto che in un paese socialista o bolscevico. Ecco fatto che anche l'Italia si divise in due era una vera rapprsentazione dei due blocchi americano e comunista sovietico. Poi arriveranno i cinesi!!!, ma lui non poteva saperlo. Berlinguer nel famosissimo convegno del 72' all'Eliseo di Parigi parlava di austerità, di sacrifici, di rinunciare politicamente a comprare. Noi invece parlavamo di essenzialità, di esigenze diverse, non compravamo perché non ci interessava, ma la politica fece finta di non capire. Noi lasciavamo le case paterne e vivevamo insieme in appartamenti simili e con poche cose veramente necessarie, i libri, il letto, come dire che per essere felici bastava veramente poco e che essere sereni non dipendeva dal superfluo ma da chi ci frequentava. Poi ci pensò la televisione a creare i bisogni "indotti", inutili e gettare le basi per la dittatura del mercato che ancora oggi occupa tutte le stanze del potere globalizzato. Tutti dietro alle cose, agli oggetti, ai simboli e nessuno chiede "come stai" in senso intimo e amorevole. Ci viene chiesto "dove sei andato" nel we, come sta il cane, dove hai fatto la settimana bianca, se hai "fatto" l'aperitivo, sperando che il tuo non benessere o incapacità di vivere, somigli al loro. Tutti avanti a sprecare vita nei divertimenti del "pollaio" globale, fantasia e senso critico? Morti e sepolti.