18. apr, 2017

Protagonista attivo del Sessantotto e in anticipo sui tempi.

La mia adesione non fu facile né immediata, fui convinto durante un intervento in assemblea liceale a 16 anni, ricevetti il consenso che spetta ai poveri di qualità. Questa era l'immagine che mi era stata assegnata per brava famiglia, per bravo studentello, attento anche se irrequieto, ed in quel momento, proprio questo, quell'etichetta era "il nemico", avevo la nausea di essere quello che faceva piacere agli altri e solo a loro. Ad incrementare il numero dei nemici ci pensarono quelli che erano come me ..che avevano la mia stessa storia. Io piccolo borghese di campagna in crisi che sentiva crescere in se l'avversione per la piccola borghesia e per tutte quelle cose che ti imponevano il compromesso il "barcamenarsi". Mio fratello a scuola comunale e d io dalle suore per non sembrare troppo comunisti. Conobbi una donna intelligente che si faceva accompagnare alle feste da un autista di Jaguar 4200 mito del tempo. Lei perse molto della sua giovinezza con me, che non mi fregava affatto dei suoi agi, né del suo faccino da santarellina, borghesuccia che combatteva contro borghesucci del tempo. La vita, per me,  era già altrove i giochini di coppia, e dei ruoli modaioli, era già oltre la vita del paesino campagnolo, oltre le "scadenze" di comodo, oltre i ruoli assegnati. Avevo bisogno di aria, di vero ampio respiro sul mondo che corre. Poi quando a Valle Giulia, davanti la facoltà di architettura, lessi su un muro "liquori gratis" capii che anche loro volevano il loro diritto ad essere sudici e questo mi portò lontano dal quel movimento generazionale ampio ma che non mi soddisfaceva affatto. All'inizio il movimento del Sessantotto aveva un desiderio di rigore di pulizia. I rifiuti non erano ideologici ma reali, c'era il beneficio del dubbio così importante nell'esistenza e i rifiuti erano importanti ma poco compresi, poi ci pensò la politica a farli comprendere. Quei rifiuti onesti divennero un fatto politico. Nella vita dell'uomo così caduca, così precaria il dubbio è fatto meritevole e onesto. Invece la politica iniziò presto a dare risposte sicure, ci pensiamo noi ma tutto resterà come tale. Le loro certezze sono semplicemente affari privati di singoli, su moltitudini sempre più ampie. Speculare sulle masse che lavorano sodo è sempre stato un esercizio di arricchimento di pochi sui tanti, con in mezzo violenza coercizione e miti falsi seguendo l'esempio del cristianesimo, la più grande scuola di marketing.