3. apr, 2017

La <razza di sinistra> e l'apice del trionfo dell'ideologia.

Fu Gaber per primo a parlare di "razza". Centrò appieno quello che accadde. Con il suo fervore e i suoi ribellismi il Sessantotto mi ha dato una spinta verso ansie che già covavo e che quegli anni misero a fuoco. Ero curioso, osservatore della gente, delle facce, dei comportamenti, della realtà. Ero sempre stato di sinsitra, da attento ascoltatore della sinistra. Tanta gente che cambiava modo di comportarsi, di fare le cose e spostò la mia attenzione sul fare qualcosa di inedito, un prodotto della mente che rispecchiasse l' energia dei tempi, la fantasia del tempo. Mi interessò la nascita di un gruppo folto, intorno al Pci, una "razza" nuova che guardai con interesse, simpatia e occhio critico. Non fui affascinato, non fu una scelta mentale, ideologica ma un avvicinamento a gente che aveva più spessore, che mi dava più di altri. Era un vero trionfo dell'ideologia. I più grandi avversari degli extraparlamentari erano proprio i compagni del Pci, era in atto una fortissima lotta all'interno della sinistra. Era un periodo molto confuso, con gruppi combattivi come Potere operaio, Avanguardia operaia, Lotta continua, che prendevano distanze abissali dalla sinistra ufficiale. Noi, i normali di allora, dicevamo, pronunciavamo spesso "noi", quasi sempre noi!! ..Noi vogliamo, noi facciamo, noi lottiamo ora ai nostri tempi non mi viene mai un noi, ma sempre un io. Ora quella razza non sembra mai esistita, sono solo capace di dire <io>. Tutti dicono io per quella terribile energia di espansione personale, arricchimento personale che non lascia briciole di vita a nessuno. Non importa se il mio diventar ricchi uccide, quello che conta è il potere di spendere e il potere in quanto tale!!! Un potere che affascina, ti prende, logora, compra, danneggia, gioca, uccide.