3. feb, 2017

Come recuperare la fiducia

La disfunzione dello Stato è la disfunzione dei partiti. Ogni ente culturale, ogni struttura portante dello Stato è in mano a uomini di partito. Tutti funzionari di Stato, e chi li muove più da lì? Con Cossiga, ricorderete, è cominciata la favola del burocrate che parla male della burocrazia. Del politico affarista di professione che parla male dei politici, dell’antimafia usata come sistema di potere mafioso. Nel vuoto e nell’assenza di una direzione, nell’assenza di un pensiero collettivo forte, di una direzione che si vuole imprimere alla storia che verrà, ecco che emergono le parti peggiori del sistema, il delirio politico dei governanti che governano nel nome dell’antipolitica di moda. Nessuno che dica che da sotto l’Umbria in giù, lo Stato non esiste. Lo Stato non ammette ricambi di potere. Roma dove gli elettori coraggiosamente hanno provato a cambiare sta assistendo alla <castrazione> del cambio politico con un nuovo sindaco, femmina giovane e fuori dal sistema. E’ stata accerchiata come una carogna di notte dalle iene. Quando il comune di Napoli volle risolvere il suo secolare problema della spazzatura, si racconta che un treno carico desinato in Germania fu fatto partire di notte per cercare di non essere visti dalla camorra. Cosa dobbiamo pensare che lo Stato è clandestino e la camorra un’istituzione ufficiale? Si proprio questo dobbiamo pensare. Se ascoltiamo la propaganda politica il Sud cresce, che le disfunzioni pubbliche stanno per essere sconfitte, la mafia è alle corde ecc. Intanto lo Stato li non esiste e non basterà un attimo, come ci raccontano, per mettere le cose a posto, esiste una inamovibile burocrazia che è tessuto della malavita e contemporaneamente della politica. Ecco perché, come diceva Gaber: <la nostra generazione ha perso>. Hanno vinto tutti meno che noi, ha vinto un  presidente del Consiglio con 6 televisioni e cento giornali, ha vinto tutto ciò che ha prodotto arricchimento facile a scapito della giustizia collettiva e dei valori fondanti il bene comune.