3. ott, 2016

Cristianesimo, negazione del <desiderio>, delle potenzialità umane e della vita dinamica.

In che modo il Cristianesimo consolava le difficoltà gli uomini? Se il problema era essere remissivi: <beati i miti perché erediteranno la terra>, se il problema era la mancanza di amici: <beati voi quando gli altri vi odieranno, vi insulteranno e disprezzeranno, la vostra ricompensa è il regno dei cieli>, se il timore è essere sfruttati sul lavoro: <Schiavi, ubbidite ai vostri padroni, riceverete la ricompensa dal signore>, se affligge la mancanza di denaro: <è più facile che un cammello passi nella cruna di un ago, piuttosto che un ricco varchi il regno dei cieli>. Questi alcuni esempi. Ha ragione Nietzsche,  quando diceva: <tanto il Cristianesimo quanto l’alcool hanno il potere di convincerci che le lacune che abbiamo dentro di noi e nel mondo esterno non meritano particolare attenzione> <entrambi indeboliscono la nostra determinazione nel superare i nostri problemi> Secondo il pensiero del grande Nietzsche, il cristianesimo era nato dalle menti di schiavi dell’impero romano, soggetti che non riuscivano a condurre una vita normale, venuti dalla povertà palestinese proprio nel periodo più splendente di Roma, e per sopravvivere a quell’isolamento, si erano costruiti una filosofia della <rivalsa> o esaltazione di tutte le cose che fossero il contrario di quelle desiderate e per loro irraggiungibili. Quindi la mancanza di potere diventava <bontà>, la sottomissione a persone odiate <obbedienza> la povertà <odio verso i ricchi> e soprattutto l’assenza di vendetta alle vessazioni tipiche dell’epoca diventava <perdono>. Venivano creati dei <valori> in cui l’esaltazione delle cose facili <perdenti> uccideva tutto quello che era <desiderabile>. Escludendo, di conseguenza, tutte le potenzialità umane, contentandosi di una vita arida anziché dinamica. Per Nietzsche, essere credente è osservare un comportamento cristiano nei riguardi delle difficoltà, diventa una scelta psicologica permanente, assolutamente non modificabile.