19. set, 2016

Una morale statica ed obsoleta e l'uomo che si evolve velocemente

Come già detto, il vero motivo per cui si accetta una religione, non ha niente a che fare con argomentazioni. L’adesione si basa su fattori emotivi. Ad esempio si dice che non bisogna combattere la religione perché essa rende l’uomo virtuoso, ma non è così. Se non si aderisce alla religione cristiana si viene bollati di malvagità. Nei secoli l’intensità della fede cristiana è andata pari passo con la ferocia e scarso benessere. Gente mandata al rogo, torturata, imprigionata solo per aver dimostrato scientificamente la <non centralità> del pensiero cristiano. Per secoli si è manifestata una ferma opposizione da parte delle chiese contro ogni forma di progresso morale e umanitario. Contro riforme delle leggi penali, e contro tentativi di evitare le guerre, contro una migliore attenzione alle diversità razziali e contro ogni norma tendente ad eliminare la schiavitù. Il Cristianesimo, così come è organizzato, è stato ed è tuttora il più grande nemico del progresso morale del mondo. Se prendiamo ad esempio i dogmi sul comportamento sessuale, nel corso dei secoli per la chiesa, nulla è cambiato ma l’uomo e la sua vita sono completamente diversi. Essere monogami quando la possibilità di entrare in contatto con gente <fuori casa> era possibilità remota, oggi in un giorno si possono incontrare tantissime figure diverse. Socialmente e scientificamente, uno dei fattori che favoriscono la monogamia, è sicuramente la staticità in luoghi poco popolosi. Chi esce quasi mai di casa e vede poche donne all’infuori della propria moglie, sarà facilmente <monogamo>; per chi invece viaggia o vive in una grande città il problema si fa più arduo. Un altro elemento tendente a favorire la monogamia è la superstizione: chi crede fermamente nel peccato e sul castigo eterno che ne consegue, cercherà di restare monogamo e sicuramente ci riuscirà in parte. Anche il <mormorio paesano> collabora all’affermarsi della monogamia. In un piccolo centro, ad esempio, dove ogni fatto diviene di pubblico dominio, un uomo ha forti motivi per evitare ciò che le convenzioni condannano. Oggi c’è meno gente che vive isolata, la paura dell’inferno si è affievolita, una grande città consente un forte anonimato, quindi non ci sorprendiamo che uomini e donne siano meno propensi ad una rigida monogamia di quanto non lo fossero due secoli fa. Per la morale cristiana tutto è come se il tempo non sia passato e l’uomo sia l’animale rozzo, trucido, ignorante del tardo romano impero. Si può obiettare che un codice etico obsoleto è pur sempre un freno al peccatore ma qui riteniamo che: domandarsi se un codice etico è buono o cattivo è, lo stesso che chiedersi, se esso favorisce o meno la felicità umana.