12. set, 2016

I dogmi inutili della metafisica e la filosofia come conforto

Tutti desideriamo l’immortalità, sia come riparazione delle ingiustizie di questo mondo, sia per la speranza di rivedere i nostri cari o per accertarci che i buoni di qua siano li, a prendere il loro premio. Ma se entriamo nel campo della metafisica ecco che nulla a che vedere con gli accaduti della nostra vita, e resta solo valore per le apparenze, quindi l’immortalità ha valore prettamente intellettuale ed è essa stessa alla base della metafisica. A conclusione cadiamo in un dualismo senza speranza, da una parte il mondo così come lo viviamo bello e brutto, in cui si muore e si soffre e pensiamo ad una altro mondo completamente immaginario ed inesistente, quindi il conforto della filosofia è assai modesto. Resta grande il potere della filosofia, intesa come consolatoria. Bacone non esitò a definirla <ultimo potere degli impotenti> Bertrand Russel non esitò a dire: <So che la filosofia può dare conforto> <perché indubbiamente a me ne ha dato> Nelle discussioni moderne tutti concordano che il valore emotivo di una dottrina consolatrice, risiede nell’idea di futuro che essa porta con se. Si sa anche che il futuro emotivamente è assai più importante del passato e del presente, pensare <oggi sarà una bella giornata di sole> è ottimismo, proprio quando una vista pessimistica annuncia il contrario.