19. ago, 2016

L'argomento morale per l'esistenza di Dio.

I teisti si diedero molto da fare quando alcuni liberi pensatori mettevano in dubbio i dogmi del cristianesimo, e trovarono importanti spiegazioni morali sull’esistenza di Dio. Li tratta Kant nella Critica della ragion pura. I più importanti erano tre e kant ne aggiunse un altro. Egli era scettico, come tanti altri, sugli argomenti intellettuali tendenti a dimostrare l’esistenza di Dio, ma né subì fascino e condizionamento fin da adolescente. Questo conferma la convinzione degli psicanalisti su come le esperienze dell’infanzia lascino tracce profonde sul carattere dell’adulto. L’apporto importante di kant nacque dall’introduzione del concetto di <giusto> e <ingiusto>: <non esisterebbe il giusto o l’ingiusto se non esistesse Dio>. Questo enunciato condizionò pesantemente i pensatori del secolo diciottesimo. Se i teologi affermano che Dio è buono, come la mettiamo con la fabbrica delle ingiustizie del mondo? O mettiamo un altro essere al di sopra di Dio o mettiamo in campo il diavolo. Concetto tortuoso in cui i dogmi del cristianesimo si dibattono ancor oggi: era il 1970 quando in  piazza San Pietro il papa Paolo VI disse senza batter ciglio ai credenti presenti: <non dovete dare troppa importanza se alcuni enunciati della fede non sono coerenti con la vostra logica, non preoccupatevi se sono veri o meno, abbiate l’umiltà di crederci e basta> Amen all’intelligenza umana.