11. ago, 2016

Sull'esistenza di Dio

Il Credente non deve porsi troppe domande.
Dalla <causa prima> alle leggi naturali, il credente che non si pone troppe domande, e tutto rimanda nelle mani di un Dio, ha vita facile anche se fuori da logica o razionalità. La cosmogonia di Newton forniva una certa facilitazione: il movimento dei pianeti attorno al sole si concepiva come <comandato da Dio>, semplice e lineare metteva da parte un più profondo studio sulla legge di gravità. Oggi non è affatto così. Einstein dice che il movimento delle galassie è qualcosa di più complesso, la natura non ha affatto quell’andamento lineare che faceva riferimento alla centralità di un Dio. Non solo. Stiamo vivendo da diverso tempo, incontrollati e impetuosi processi tecnici, scientifici, economici, dovuti agli accecamenti prodotti dal nostro modo di pensare il mondo. I rischi inerenti a questa fase della vita terrestre, producono incertezze e sempre carenti precauzioni. Rischi e incertezze sono legati da una dialettica che li rimanda continuamente l’uno all’altra. Qui la figura di un Dio così come lo abbiamo sempre pensato,  è quella di un <dio minore>. L’uomo tenta di eliminare i detriti della sua folle corsa addirittura fuori dall’atmosfera terrestre. Qualcuno pensa, e speriamo non lo abbia già fatto, di creare una discarica proprio dove qualche secolo fa immaginavamo il paradiso, il luogo della nostra beatitudine al cospetto di Dio.