10. lug, 2016

Il monoteismo cristiano e i <poveri di spirito>.

L’espansione del Cristianesimo affidata ai “poveri di spirito” ai “semplici” e altri ancora.

Quello di affidarsi a poveri e ignoranti fu un vero progetto politico con due risultati uno terribile per Gesù vittima della povertà e presto defunto e una, ottima  per l’affermarsi del Cristianesimo, che da lì trasse forza di espandersi. Non può dunque stupire come Gesù e nei secoli a venire i papi osteggiassero e considerassero nemici gente di scienza, filosofia, o di capacità critica, non vi era tra gli apostoli chi si distinguesse per cultura. Gesù sapeva che la sua legge e il buon senso camminavano dandosi le spalle ed ecco che si rivolgeva ai “poveri di spirito” e sarà sempre così. Nei secoli e fino ad alcune rare figure innovative, in ambito Cristianesimo si parla alle genti e queste genti possono fare a meno di saper leggere. E’ di pochissimi,  l’ambizione di controbattere scienza e filosofia con il tentativo di assoggettarle e senza successo. Ancora oggi la chiesa si rinnova solo quando le scoperte scientifiche alla portata di tutti, diventano un problema che ridicolizza i fedeli o popolo gregge del clero, ma è, questa, la causa prima del ritardato sviluppo della condizione umana. Ogni passo avanti del rinnovamento accade per spinte esterne e plateali che vengono fuori dalla chiesa. Dal mondo scientifico, da chi ha a cuore la condizione e la salute della donna o dell'educazione dei figli.