6. lug, 2016

I grandi dubbi sull'esistenza di Cristo

La politica di Gesù Cristo, oltre Mosè.

Qui riprendiamo alcune considerazione sulla politica di Gesù. Non era facile far cambiare idea o convincere che una legge è meglio di un’altra, soprattutto in materia di religione,  e Gesù, imitando altri innovatori del tempo, dovette ricorrere sfrenatamente ai miracoli e i miracoli si sa, sono sempre stati lo scoglio degli ignoranti e il rifugio degli ambiziosi e impostori. Vide che l’impero di Mosè scricchiolava e che Mosè stesso ricorreva a minacce e violenza verso altre genti, invece Gesù le attirava a lui agitando vantaggi in un’altra vita. Vita, che avrebbero ottenuto seguendo lui. Così mentre il capo degli Ebrei prometteva sempre più vantaggi terreni quindi ,materiali e caduchi, Gesù prometteva benefici senza limiti di tempo e spirituali e questo fu fondamentale per la riuscita della sua politica. Prese molto da Aristotele che diceva che gli stati erano come le genti si rigenerano corrompendosi, ecco il momento giusto per il nuovo, e così nacque il Cristianesimo. Gesù approfittando degli errori politici di Mosè, riuscì a volgere tutto a proprio favore e pensate, mentre i profeti ebrei pensavano di far onore a Mosè predicendo un successore che gli somigliasse, cioè un Messia pieno di virtù, potente e temibile per i suoi nemici, (che gli Ebrei ancora attendono) da li, Gesù prese con intelligenza e opportunismo, spunto per presentarsi come il Messia, ma siccome in tanti l’avevano pensata in  questa maniera ecco che crea la figura dell’Anticristo, che sarebbe stato il peggior nemico di Dio. Questa figura neanche inventata da lui ma da due suoi nemici Ebione e Cerinto che si battevano contro la pretesa di divinità di Gesù Cristo. Quindi essendo già presente l’Anticristo ci voleva un Cristo vero per impedirne l’affermarsi.  In ogni caso dalla parte di Gesù ci sono stati i miracoli e la sua povertà a farlo imporre come potere divino, che da potere personale breve e caduco per la povertà divenne potere di massa per i discepoli. E allineandomi a quello che hanno detto e scritto Bonifacio VIII e Leone X e ripreso poi dall’illuminato Benedetto De Espinoza è che Gesù Cristo fosse davvero una favola e la sua legge altro non è che una trama intessuta di fantasticherie, messa in giro dall’ignoranza e mantenuta dall’interesse. Trama contro il potere di Mosé e la sua storia del “popolo di Dio”.