3. lug, 2016

Il monoteismo, l'ambizione e l'inganno.

Su Maometto

Non ci è voluto molto, come i discepoli di Gesù ebbero distrutto la legge mosaica per introdurre quella cristiana, gli uomini un po’ perché distratti e incostanti, ma anche ignoranti, si sottomisero alle leggi di un nuovo legislatore, che si impose con le armi come aveva fatto prima di lui Mosè. Il titolo di profeta e di inviato di Dio appartenne a lui come agli altri due, prima di lui. Non era meno nel fare miracoli e nell’assecondare le aspettative degli ignoranti, e faceva prodigi e li declamava come ricevuti dal cielo. Quella gente ignorante e rozza, sedotta dai piaceri promessi loro da questo impostore  che predicava soddisfazione dei sensi per tutti coloro che rispettassero le sue leggi. Questo è Maometto. Man mano che aumentava la sua fama ecco che diminuiva quella degli altri due. Il suo nome divenne celebre in Arabia, e un arabo potente anch’egli si stupì di come un povero ammaliasse e raggirasse tanti ingenui, e cercò di ostacolarlo ma la famiglia Coreis ebbe la peggio e Maometto, si vide seguito da una grande folla che lo credeva veramente divino, e che accoglieva beatamente la sua  legge. Liberatosi da Coreis maometto iniziò a temere il suo confratello e con astuzia lo convinse che avrebbe diviso con lui la conquista di quel popolo e invitandolo a nascondersi nella “fossa dei miracoli” dove lui di solito contraffaceva la voce di Dio. Il povero ingannato dalle parole dell’impostore venne ucciso dalle pietre che i seguaci di Maometto, su sua diretta incitazione, scagliarono nel burrone. Su quella catasta di pietre l’impostore fondò la sua legge. Quella base del suo potere era così solida che dopo oltre mille anni accresceva ancora il numero di fedeli.