29. giu, 2016

Il monoteismo, l'ambizione e l'inganno.

Su Gesù Cristo

Visto il grande risultato di Mosè ed avendo conoscenza maggiore di lui, ad un gruppo di straccioni fece credere che suo padre era lo Spirito Santo e che sua madre era una vergine. Una nascita al di sopra delle cose naturali era la sua prima grande innovazione. Superò tutti anche se un’altra vergine per i siamesi aveva generato per opera dei raggi  del sole. Gesù per via anche della sua fortuna come pescatore, ebbe subito molti proseliti, ma la sua forte povertà lo rendeva debole verso i concorrenti e soggetto alla umoralità di uno stuolo di plebei. Per quanto corresse voce che della sua divinità era impossibile farsi ubbidire a lungo, senza esercito, senza denaro non si va da nessuna parte.  Sarebbe bastato un esercito che lo proteggesse ed ecco che avrebbe preso la supremazia sia su Mosè che su Maometto. Questo è stata la sua debolezza. Un vero capolavoro fu ribaltare il premio divino che Mosè prometteva alla gente, beni terreni e ricchezza, Gesù prometteva beni eterni, benefici che non sarebbero mai finiti. Le leggi del primo toccavano la sfera esteriore, quelle di Gesù toccavano profondamente l’intimità e interiorità. In fondo Aristotele aveva detto le stesse cose, ma Gesù per renderle potenti ricorse ai miracoli che appunto fanno “miracoli”. Quei miracoli che ancora oggi sono lo scoglio degli ignoranti, ma un rifugio sicuro per gli ambiziosi. Così nacque il Cristianesimo. Gesù ideò per primo i professionisti del proselitismo, questo gli consentì di agganciarsi all’impero romano, prima divenendone la religione di stato e successivamente ne assunse anche la funzione politica come  prosecutore naturale e geografico di quello che era il più grande impero del mondo. Quindi ecco che potere politico con il cristianesimo diventa potere nel nome di Dio. Approfondiremo questo argomento che sarà alla base della storia moderna, con un paragrafo dedicato alla politica di Gesù Cristo.