Il cattivo cristiano

17. ago, 2018

Una tragedia, quella di Genova che prendiamo di esempio, troppi morti per raccontarla senza vergogna come fanno i media, troppi davvero i cadaveri per uno spettacolo casalingo fatto di stupore, rabbia, curiosità e sconcerto, tra uno spot e l'altro. Chi dovrebbe temere di essere incolpato della terribile tragedia, (responsabile gestore autostrade della Liguria) eccolo, sta lì sulla Sette, ritirato sulla poltrona, davanti le telecamere con abbronzatura da acque alte e occhialetti modaioli. Rappresenta benissimo il neoliberismo criminale. Con molta tranquillità dice che "non può dire" perché non sa chi potrebbero essere i responsabili, e non sa se ci saranno colpe da cui lui e la sua azienda dovranno difendersi, (il fato a volte è duro). Cosa possiamo dire noi qui? Ridere mi fa schifo, l'azienda che questo signore, appena sceso dal suo yacht rappresenta, proprio perché non sa nulla sta perdendo 5-6 miliardi di euro di valore e lui non sa, sta li come una vestale del nulla, e non sa niente. Il governo italiano, "che invece sa", è corso sul posto per trarre un qualche vantaggio politico sulla concorrenza e si mette a fare il duro. Minaccia ritorsioni contro il gestore, <<toglieremo la concessione ad Autostrade>>. Tombola: il governo non sa e dice, il gestore sa e non dice. Tutti i ministri asseriscono che con loro non si scherza le cose si faranno e si faranno bene, si toglierà la concessione agli incapaci di Autostrade, e si ricostruirà quel ponte, costi quel che costi (pagano comunque gli italiani). I politici ciarlieri non si sono informati su chi sono gli attori di questo disastro a prescindere dalle responsabilità, non sanno che per togliere quella concessione costerà 20 miliardi di spese e diritti del concessionario. Essi in pochi minuti hanno pensato di fare almeno 30-40 miliardi di danni tra caduta libera in borsa di un'azienda italiana e costi del recedere dal contratto, a cui occorre aggiungere i costi del ponte da ricostruire. Ma torniamo a chi sono gli attori di questo pasticcio: L'architetto Morandi (classe 1902) romano conosciuto per altre catastrofi, l'opera di Genova è stata concertata per riabilitare se stesso e tenere a galla politicamente l'allora primo ministro Giuseppe Saragat (classe 1898) di cui era stato amico di studi e poi di fascismo. Il neoliberismo, che a partire dagli anni Ottanta ha pompato le privatizzazioni come panacea di tutti i mali europei, che sfociò nel successo berlusconiano di inizio anni Novanta. In quell'anno ricordo, ogni italiano era convinto che privatizzare avrebbe favorito il popolo bue (era già bue ma non lo sapeva ancora). Inutile le imprecazioni di quelli come me che invece vedevano la morte politica del concetto di pubblica utilità, che avvenne proprio in quegli anni. Eccoci, infine, al grande protagonista di cui nessuno ancora parla, Silvio Berlusconi, il più ricco italiano, il più ammirato e apprezzato da milioni di poveri. Costui, nel 2002 trattò con i Benetton la concessione Autostrade che prese un indirizzo insolito. Al fine di tutelare la sicurezza dell'oggetto della concessione (la pelle degli italiani sulle strade), mise sul piatto della trattativa una commissione di tecnici (esterna alla politica) che sorvegliasse l'operato del concessionario. In quella commissione che doveva essere composta di tecnici veri e non da politici, Forza Italia assegnò i posti agli amici degli amici, che in tutti questi anni hanno dormito senza distrurbare nessuno, non hanno mai fatto una riunione operativa, tanto possono stare tranquilli, i Benetton sono seri e anche loro molto ammirati dai poveri. Gli stessi poveri italiani che alle 5 di mattina corrono sulle autostrade assatanati, per lavorare il più presto possibile, in quella fatale competizione che piace moltissimo ai neoliberisti, per poi depositare metà del ricavo giornaliero al telepass dei Benetton. Si, per chi non lo sapesse abbiamo le autostrade più care del mondo, e togliere la concessione ai Benetton vuol dire un costo per noi poveri utenti del telepass di circa 30 miliardi di euro (penali, danni di ribasso azionario, ricostruire una soluzione che faccia tornare in vita Genova e tutto l'indotto dei più utilizzati porti della penisola). Invece di cadere i ponti dovremmo viaggiare su carreggiate ricoperte di petali di rose come i re africani rappresentati dal cinema. Una cosa positiva però abbiamo scoperto, in questi giorni gli uomini del calcio da bar hanno sospeso di parlare di Cristiano Ronaldo e discutono animatamente di cemento precompresso e tondino che si deteriora, lo fanno con così tanta attenzione e sapienza che a me ricordano che in fondo siamo tutti eredi di Leonardo. Tutti si ripetono che quei tanti lutti è cosa strana, un vero incidente, una fatalità, la verità gli passa così vicino che i loro credi vacillano, con i fatti di Genova il paese dei furbi venerati trema sul serio.

7. ago, 2018

Dove sta la realtà e dove il sogno? Nella realtà, dura e concreta, tutte le utopie sfumano tranne una, quella che non si presenta come tale, che ci arriva camuffata. Alcuni ricorderanno Bacone e la Nuova Atlantide comandata dai sapienti, Tommaso Moro e la sua Utopia nell'isola di tutti o dove tutto è in comune, Tommaso Campanella e la Città del Sole e il suo neoplatonismo. Ciò che accomuna questi pensatori è che la perfezione è sempre "altrove", sempre lontana dal vivere reale (dove se hai mal di pancia occorre un vespasiano). Nessuna utopia è realizzabile, ce lo dice anche il nome stesso, il suo significato. Quello che si è realizzato invece e, che è dura realtà, è un'utopia che ci è arrivata camuffata, beffarda, è la società dei consumi organizzata. Chi l'ha sospinta? La natura aggressiva degli umani in mano alle religioni e alla forza delle stratificazioni sociali, in mano ai cacciatori di profitto dove l'unica etica è il profitto stesso. Infatti questa idea di società non si è affermata certamente per merito di illuminati coscienziosi, ma da un'oligarchia di proprietari, che uccidendo il comunismo sul nascere, si sono definitivamente appropriati di beni, mezzi di produzione, servizi e denaro. L'utopia è morta e con essa ogni sogno visionario, la triste realtà è che la natura umana degli uomini di qulità annega nei riti liturgici della merce/desiderio. Tutti credono che la salvezza umana e del suo benessere risieda nella credenza generalizzata nell'idea di progresso, tutto si fonda sul predominio tecnico, sulla rivoluzione informatica, sulla robotica, sull'intelligenza artificiale che aiuterà l'uomo. Tutti si lasciano soggiogare dalla velocità della comunicazione digitale a prescindere dai contenuti che mostra. Il passato non esiste, il pensiero critico non esiste, il senso comune è morto e sepolto e tutto fluisce, (vi ricordo la società liquida di Bauman), tutto è funzionale ai consumi alimentati dall'industria del desiderio. Gli utopisti antichi erano ingenui, quelli di oggi sono ingenui ed io, il più fesso e puerile, soffro più di tutti.

1. ago, 2018

Ogni società ha la corruzione che si merita!! Le nuove concentrazioni di ricchezza sembrano convivere pacificamente con la corruzione, anzi si nutrono volentieri di corruzione. Anche ad un osservatore poco attento possono essere palesi nuove varietà di comportamenti illeciti che toccano appalti pubblici, società gestrici di servizi, società che trafficano con i rifiuti, società che producono scorie tossiche che, a loro volta, producono altra corruzione per il loro smaltimento. Le multe a Facebook, ad Amazon o a Google vengono trattate a misura diversa dai diversi livelli di corruzione che potremmo definire continentali. Eppure, paradossalmente, la corruzione è il fenomeno contro il quale oggi tutti pretendono di lottare. Ricorderete come le privatizzazioni in Italia erano motivate da troppa corruzione della gestione pubblica, ora i servizi privatizzati, non solo convivono con diverse forme di corruzione ma anche sono fonte di progressivo costo sociale elevato e vessatorio. E' come se lo Stato avesse rinunciato a fare lo Stato a favore di altri enti economici che possono sporcarsi le mani con recuperi di crediti che oggi rasentano un'illegalità legalizzata. Ci sono anche nuove forme di corruzione come quella del traffico di dati personali che tutti si preoccupano di tutelare per fantasiosa commistione tra paradosso e stupidità degli utenti. Ogni volta che qualcuno viene accusato di aver venduto dati di utenti per fini impropri, è solo perché ci sono nuove forse corruttrici che vogliono scalzare il precedente dominio. Nuove forze dominanti che scalzano le perdenti. Oggi in Italia la corsa ad occupare poltrone che gestiscono potere reale, vede come protagonisti quelli che accusavano di corruzione proprio i politici che governavano precedentemente, a cui hanno sottratto il ruolo di corrotti. Cambiano gli individui ma la corruziuone resta viva e vegeta e pronta a ripodursi anche in caso di siccità (crisi economica). Questa è una seriale ed efficace presa per i fondelli del popolo credulone seduto davanti le Tv che, constatata la qualità delle cose che vede in maniera interessatissima, merita tutta la corruzione che presto lo affogherà.

24. lug, 2018

Siamo il paese dei cattolici dove la morte riscatta qualsiasi vita. I nostri giornali, Repubblica e Corriere in testa, hanno dato vita, senza sapere se l'uomo  è ancora vivo o meno, a un processo di santificazione. Santificazione dell'uomo che ha scippato l'azienda Fiat all'Italia (la stessa Fiat che aveva avuto in regalo Alfa, Autobianchi e Lancia oltre le leggi e leggine per aumentare gli acquisti di auto nel nostro paese). Il grande manager Marchionne a dato il via a un allontanamento dal paese dell'azienda italiana più significativa di tutto il Novecento, sul quale i governi hanno costruito la distruzione dei diritti del lavoro. Non solo, ora vengono enunciati i titoli significativi e di merito, qualifiche, studi, di un uomo eccellentemente colto e grande interprete dell'economia "di rapina" che ha dettato legge sia in tempi di crisi che di post crisi. Il grande danno che ha prodotto arriva fusrioso oggi, lui era l'ultimo aggancio della Fiat che aveva con l'Italia. In sua assenza, tutto passa definitivamente in suolo USA. Il suo sostituto Mike Manley, privo di ogni legame con l'Italia, porterà negli USA tutto quello che ancora oggi è in Italia in termini di progettazione e costruzione meccanica, così importante per noi. La Fiat, sempre tenuta in piedi dai soldi degli italiani, si è svenata per dare alla Chrysler la possibilità di sopravvivere e di rilanciare le sue jeep che sono passate da amatoriali e presenza forte sul mercato europeo. La produzione italiana è stata sacrificata, oggi abbiamo il modello 500, la Lancia ormai moribonda e un’Alfa Romeo che sparacchia auto che non riescono a sfondare. Del resto senza modelli nuovi specie in un momento di passaggio tecnologico così forte, si uscirà definitivamente dal mercato dell'auto. Può l'economia del nostro paese restare fuori dall'indotto della produzione di auto? No signori, la figura manageriale di Sergio Marchione è offuscata dai danni complessivi che il paese Italia subisce dal suo operato. Solidarietà alle vicende umanissime e dolorose verso quest'uomo, ma non chiedeteci di metterci in fila nella retorica degli adulatori post mortem. Stiamo perdendo del tutto la più grossa azienda nazionale che la vera storia ci dice come quasi pubblica e che era il collettore e stimolatore di ricerche e nuove tecnologie, trainanti anche per altri settori di produzioni nostrane.

18. lug, 2018

Il grande campione Ronaldo arriva a Torino e gli operai piemontesi mugugnano. Come al solito gli operai dimostrano tutta la loro alienazione, anzi un vero isolamento sociale, vivono vite ridotte. Ronaldo Cristiano guadagnerà 30 milioni di euro l'anno e non è certo colpa sua. Se gli operai non hanno diritti, se sono sfruttati, se non hanno tempo per se stessi, se guadagnano una miseria, è semplicemente perché non si sono mai ribellati ma, hanno accettato supinamente ogni decisione che gli viene imposta. L'educazione a una vita di schiavitù funziona perfettamente già dalla scuola, tutti trovano normale lavorare tutto il giorno e normale andare in pensione a 67 anni. La gente non comprende più che lavorare alle dipendenze di qualcuno e come regalargli la propria vita e quindi occorre pretendere molto. Lavorare in fabbrica o nella logistica semi-automatizzata è orribile di suo, figuriamoci se sottopagati. L'operaio odia il sindacato, gioca con l'elettronica, vota a destra perché essa difende i cacciatori, vota a destra perché gli consente di proteggere la sua famiglia con le armi, ama l'impresa che lo tiene appena in piedi, e tutto questo avviene per via del lavaggio del cervello che per far crescere l'economia occorre guadagnare poco e lottare per conservare il posto di lavoro. <<Dovete impegnarvi, di questi tempi il posto di lavoro è tutto>>!!! Questo ripete il neoliberismo senza regole, quindi dovete guadagnare poco così l'impresa resiste alle crisi. Poi vi accorgete che le lussuosissime barche sul lago di Como hanno sopra, da anni le stesse facce, quelle degli associati di Assolombarda. Essi adorano spassarsela con i vostri sacrifici e non solo vi vogliono morti di fame ma, pretendono di istituzionalizzare l'insegnamento nelle scuole medie inferiori di una specie di catechismo aziendale, così anche i vostri figli accetteranno di essere schiavi.