Il cattivo cristiano

4. apr, 2019

Diventiamo ansiosi e soffriamo l'insuccesso quando siamo deboli o ci rendiamo tali. Ci sentiamo deboli quando ci si muove senza pensare, quando siamo presenti a metà, quando abbiamo i piedi su più staffe. Se andiamo a una festa soltanto per passare il tempo, agiamo con ansia e distrazione e non ci divertiamo, quando facciamo qualcosa per convenzione sociale ecco che siamo insoddisfatti. Cadiamo nella tristezza quando facciamo le vittime, come animali feriti, diventiamo facili prede. Tutto ci offende e tutto ci inquieta quando veniamo trascinati dal così fan tutti, quando non abbiamo potere sulla nostra vita. Iniziamo quindi, a lamentarci, compatirci e a indignarci. Una vita soddisfacente non ammette questi comportamenti. Qualsiasi azione deve contare, occorre essere presenti, decidere per quello che percepiamo ed essere responsabili di quello che vogliamo. Un comportamento non è impeccabile quando raggiunge occasionalmente il suo obiettivo o risultato, ma quando è soddisfacente e affascinante come azione. Coerente verso gli altri e verso se stessi. L'impeccabilità e la bellezza dell'azione sono le ricompense che ci fanno piacere la vita. Ogni volta che agiamo correttamente guadagnamo potere personale, che non è quello che esercitiamo sugli altri, ma una percezione sensoriale, uno stato d'animo, un calore interiore, una disposizione alla buona sorte. Questo ci rende forti, controllori degli imprevisti, ci rasserena e ci rende pronti per lasciarci andare. Diventiamo tristi invece, quando ci prendiamo molto sul serio, quando pensiamo di essere qualcuno, andiamo dritti verso l'irritazione. Io merito di più, io valgo di più, insomma darci troppa importanza ci debilita. Viviamo dando troppo poca importanza al comportamento, facciamo finta di essere immortali, collezioniamo oggetti, cose, relazioni, progetti, viaggi. Non vogliamo perderci niente, quindi corriamo e corriamo angosciati, senza mai arrivare da nessuna parte. Viviamo perdonandoci le brutte maniere, l'assenza di amabilità, di decoro estetico, sorvolando sulle situazioni, sentendoci liberi di agire come se avessimo tutto il tempo del mondo per correggerci. Purtroppo il tempo è molto breve. Trascuriamo i danni prodotti senza capire che non c'è modo per porvi rimedio, si lasciano scie di disastri irreversibili. Pensiamo di poter sempre fare marcia indietro, di sospendere o di cancellare le conseguenze delle nostre azioni, nello stesso modo in cui si rimandano gli appuntamenti all’ultimo momento, usando il cellulare, ovvero la tecnologia della vigliaccheria. E' ora di dare un nome a questi comportamenti, nascondere le malefatte dietro l'indifferenza, dietro il "poi rimedio" e dietro comunicazione di convenienza degli strumenti elettronici, è vergognoso e vile. Getto una bottiglia di plastica dal finestrino? Qualcuno la raccoglierà. Arreco un danno a un mio interlocutore? Sarà lui medesimo a curare le ferite.

27. mar, 2019

Un anno fa su un post avevamo messo in risalto allcuni difetti dell'imprenditore nostrano, ve lo ricordiamo qui: http://www.t-makeinfo.it/424538765/5912869/posting/il-grande-imprenditore-italiano-umile-servitore-di-se-stesso.
Riprendiamo l'argomento con più attualità di allora. Eravamo stati voce isolata e ironica oggi, l'argomento conduzione di impresa, è sulla bocca di tutti perché i politici hanno bisogno di ragioni e scuse per la nuova mancata crescita. Di cosa si discute? Si discute del "come sono" gli imprenditori italiani e ci pare l'occasione per riaffermare le nostre osservazioni: se ai dipendenti viene imposto di essere sempre positivi, svegli, ma soprattutto di eseguire gli ordini come bravi soldatini senza criticare i processi interni creati dai "grandi capi", il lavoro procede spedito, ma i rsichi di diventare presto inadeguati è altissimo. La maggior parte degli esperti di economia del lavoro teme gli effetti occupazionali dell’intelligenza artificiale, qualcuno è invece preoccupato dell’ottusità di capi, capetti e titolari, che spinge persone anche molto intelligenti a comportamenti che si rivelano dannosi per le aziende in cui lavorano. La società odierna dovrebbe essere la più intelligente di tutti i tempi: abbiamo alti livelli di istruzione, più di vent'anni passati a studiare, abbiamo la rete con tutte le sue fonti informative, eppure nelle aziende vediamo ancora moltissimi esempi di comportamenti ottusi. In tempo di crisi tutti si contendevano le persone più brillanti dalle università più selettive e furono proprio costoro a creare i CRM, ovvero procedure interne strutturate che sottraevano ore lavorative alle vere mansioni, creando un eccesso notevole di costi. Il problema non è solo questo, nè l'ignoranza, né la stupidità possono spiegare la realtà di oggi, il vero guaio è che certi dirigenti e certi "padroni" tendono a incidere nella cultura aziendale, elevando cervelli ubbidienti per essere "snelli" efficienti e redditivi. Nel breve sono argomenti che pagano anche bene, ma nel medio e lungo periodo questo sistema diventa idiota, non percepisce le mutazioni del mercato e dei comportamenti delle concorrenti.

21. mar, 2019

Internet è diventato essenziale per la vita sociale, ed è anche saturo di commercio e il commercio è soggetto al capitalismo speculativo. La vita come l’abbiamo conosciuta noi della mia generazione non esiste più, siamo passati dalla amatissima riservatezza alle pubbliche emozioni sui media, e oggi ai sentimenti, rubati, manipolati e usati per generare profitto. Non ha importanza se si tratta delle nostre malattie, del nostro frigorifero, del nostro voto, delle nostre relazioni, del nostro abbigliamento, delle nostre tendenze sessuali, delle nostre frequentazioni, delle nostre letture, quello che è successo è la perdita della nostra “sovranità”, non siamo più noi a controllare le nostre vite, ce le servono confezionate in un vassoio pieno di cose che non desideriamo che non ci appartengono, ma facili da trovare, ci vengono proposte comode, e migliori di altre. Il peggio è che quello che ci piace del cibo, del sesso, delle emozioni, non è più facile da trovare è tutto sparito, introvabile o morto. Anche noi siamo già morti pur evitando di esserne coscienti. Ci hanno rubato la nostra personalità, il capitalismo ci espropria, mettendo fine a un’epoca. L’epoca dell’individualità, dei diritti umani, grazie ai quali tutti possono sperare di diventare fantasiosi creatori della propria vita, senza dovere per forza seguire le vie già tracciate di un’appartenenza di classe, di genere, di luogo. Dover scrivere di questo mi crea dolore, vivo isolato da tutto, uso la rete che mi ha fatto fantasticare di qualità della vita e delle libertà individuali, condivido vita con soggettività forti che ogni giorno cerco di proteggere come tali, non sono poche per fortuna e attendo tempi migliori.

12. mar, 2019

Due accaduti in due aree molto diverse per etnia e valori umanistici. In Svizzera durante la festa di carnevale sfilano 12 mascherati in divisa incappucciati Ku Klux Klan. Nei comunicati ufficiali si è fatta una grandissima propaganda sul controllo da parte delle autorità di questi "buontemponi". Ecco l'ufficialità: <<carnevale di Svitto, sono state interrogate e indagate dalla polizia le dodici persone che lunedì sera durante il carnevale di Svitto avevano avuto la non brillante idea di travestirsi da membri del Ku Klux Klan, e precisano che i dodici "incappucciati" sono tutti svizzeri, hanno tra i 18 e i 30 anni di età e abitano nel distretto di Svitto, nulla di preoccupante è una burla carnevalesca>>. Il loro travestimento aveva scosso l'opinione pubblica e tutti i media, maggiormente i filogovernativi, hanno dedicato molto tempo nel reiterare che era solo una "bischerata". Per essere credibili, un tg cantonale nella sera di domenica ha dettagliato una serie di elementi, che escludevano il razzismo, per 10 dei 15 minuti della sua durata. In Veneto, a Musile di Piave, una politicante molto conosciuta nella sinistra del suo paese, nota per essere stata precedentemente eletta sindaco e poi consigliere del Pd, entrata in una lista civica con la Lega  per competere ancora nell'elezione della giunta comunale, sconfitta alle elezioni, ha iniziato a propagandare le idee leghiste sulla necessità di cacciare i migranti a suo avviso troppi in Italia. Opportunismo? Non solo, un vero tradimento per chi l'aveva votata come candidata della sinistra. Il fatto da solo direbbe poco, invece rappresenta una costante emorragia della sinistra progressista italiana che da un decennio a questa parte subisce abbandoni delle convinzioni democratiche per una destra razzista e antidemocratica crescente. Ecco questi sono due pessimi sintomi di quello che sta accadendo in Europa. Le libertà democratiche lanciate come un boomerang subito dopo la seconda guerra mondiale hanno esaurito la loro forte spinta e altrettanto velocemente stanno tornando indietro. Si affermano le stesse potenti forze da cui era scaturita la guerra, ovvero intolleranza, incapacità alla convivenza, violenza sui più deboli, fascismo, nazismo e tutte le istituzioni minimizzano, ancora una volta complici e conniventi di questi accaduti. Solo gli stolti possono credere al tam tam dei media svizzeri e per quanto riguarda la signora veneta è uno dei tanti casi di opportunismo che allibisce e sconcerta parenti ed amici e lo stomaco degli italiani democratici. Sopra: il carnevale 2019 di Svitto (Svizzera)

8. mar, 2019

E' Dostoevskij che ci dice: "Io sono solo, voi siete tutti", descrivendo l’uomo della strada che amava la strada e che della strada non aveva paura. Come non pensare che c'è una strana dialettica tra libri e tempi oscuri, tra scienza e libri di scienza, tra notizia del giorno e saper vivere, tra sadismo e godimento, tra nomadismo amoroso e fedeltà. Contro la bellezza, l'intensità e il furore vitale a cui i libri danno accesso, ecco l'ottusa resistenza del quotidiano, pieno di chiacchiere vuote, di nebbia populista, di sciatteria fisica, di pornografia e bruttezza delle parole. Vivo in questo contrasto una piccola forma di resistenza, di ginnastica mentale e di estetica. In realtà non voglio più sapere quello che accade nel mondo, non voglio più brutte notizie, non voglio sentire di brutture, di distruzioni e tragedie, voglio difendere la mia sensazione di bellezza per non avere paura della strada e per non sentirmi solo contro tutti. A lato: un'opera di Yves Pires