Il cattivo cristiano

17. apr, 2018

Il dolore, la malattia, l'amore, la passione, il corpo, erano assolutamente <questione di casa>, di famiglia e di qualche amicizia importante. Ora un dolore lo si porta come spettacolo televisivo, insieme ai visi raggianti e smielati di uomini con incarichi pubblici, che hanno rubato e gli è andata anche bene, quindi ridono di coloro che li osservano e pagano. Il dolore immerso nella melassa compassionevole come colloquio quotidiano anche tra sconosciuti, dolore che si espone per strada, in ufficio, in chiesa, al cinema. Riservatezza è parola oramai scomparsa dal linguaggio e dai comportamenti. E' meglio, è peggio? non voglio giudicare, vista la mia lontananza dai media in genere, dalla Tv e dai giornali, ma presto lo sapremo e la conseguenza sarà: fare festa in un obitorio, fare il bagno in mille in una piscina, pedalare in tremila in palestra tra sudori e cattivi odori, giocare in chiesa, ci sarà anche: cordoglio pubblico, cordoglio dei colleghi, funerale per il cane, ecc. ecc. In Francia nel 1340 dovette intervenire il Papa per evitare che le prostitute si unissero a fare affari quando veniva ghigliottinato qualche ladro o qualche donna accusata di stregoneria. Immerse in quel luogo di morte venivano cercate da clienti maschi facoltosi attratti da sesso e macabro, proprio vicino al fumo acre dei cadaveri. Quel connubio tra sesso e horror che è restato una grande attrazione per secoli, ha ispirato numerosi artisti, e ancora oggi è argomento centrale del fumetto moderno e dei tatuaggi sui corpi, usati quest'ultimi, come un mantello sfoderabile, mutabile, stagionale, leggermente staccato dalla pelle.

10. apr, 2018

Gesù saliva sulla barca del pescatore e con poche ma precise indicazioni di percorso ecco che le reti si riempivano di pesci. Cambiava pescatore e imbarcazione e accadeva la stessa cosa. Ecco questo è un esempio di come guadagnarsi la fiducia di qualcuno che successivamente donerà la propria vita per non tradire un uomo così meritevole. Raccontiamo questo perché resta un caso esemplare di come un comune mortale è riuscito a guadagnarsi la fiducia di altri mortali come lui. I pescatori diedero prima fiducia, lo seguirono nelle sue idee, credergli divenne un vero atto di fede, primordiale ma potente, così forte che negli anni a seguire in tanti subirono un martirio per difendere il suo nome. Ora potremmo pensare che i pastori erano degli abbindolati cercatori di una guida o era la guida che creò le condizioni per abbindolare i pescatori? Se fossi un credente opterei per la prima ipotesi, ma da povero non credente non ho dubbi, l'impostore si era inventato un buon modo per crearsi un seguito. Già da secoli quindi, il problema del riporre o non riporre fiducia in qualcuno o in qualcosa, è stato determinante e, la fiducia è stata condannata a una vita colma di frustrazioni. Fiducia nelle persone, fiducia nelle istituzioni, fiducia in uno spirito guida, nella comunità, nell'azienda, nel parroco, nel matrimonio, già da questo elenco cogliamo alcuni fili comuni che sono, autorevolezza, durata, senso di certezza, persistenza. Da questi elementi come persistenza, autorevolezza, durata, immutabilità, nasce quel senso istintivo che è avere fiducia in qualcosa o qualcuno. Oggi siamo soli, non ci sono strade visibili per concedere fiducia, è aumentata la volubilità delle regole, è aumentata la velocità dei cambiamenti, la fragilità dei legami, viene a mancare proprio l'esempio di altri, manca la persistenza, manca la certezza, che erano stimoli fondamentali per riporre fiducia. Ecco che fidarsi diventa sempre più parte del pensiero rapido dell'uomo, dell'istinto, e una speranza di moralità individuale. Nelle "relazioni pure" porre fiducia è un istintivo, spontaneo, fragile atto amorevole verso un uomo o una donna, un gesto, senza secondi fini, che richiama quella richiesta di moralità, che  compie una pressione, tacita, oggettiva verso l'altro, richiesta che proviene dal sentirsi vivi, dall'essere vivi, dalla speranza di aggregazione e condivisione del mondo con altri simili.  Avere fiducia in un quasi sconosciuto, è un gesto d'amore per la vita, immediato, forte e a volte spericolato, ed osa attendere una responsabile adeguata risposta. L'unicità di questa richiesta di comportamento etico consiste nell'essere tacita, immediata, e così vuole restare, non vuole essere distorta, ed ha un grande valore quando è dimenticata, o quando diventa superflua, è in questo modo che ci si sente vivi, appartenenti, e la speranza di aggregazione si realizza.

7. apr, 2018
E' stato rinviato a giudizio il vescovo della diocesi di Massa Carrara e Pontremoli Giovanni Santucci. Le accuse sono quelle di tentata truffa e di appropriazione indebita. Il caso è legato alla vicenda di don Luca Morini, il sacerdote che ingordo di elemosine e donazioni dei fedeli che spendeva regolarmente, secondo le accuse, in incontri gay, con escort rifatte, bisex ecc. in alberghi di lusso, in cene di lusso, in viaggi in giro per l'Europa. I fedeli delle varie parrocchie in cui era stato destinato lo avevano soprannominato non a caso don Euro. A lui i soldi non bastavano mai abituato com'era alla bella vita e a fingere di essere quel che non era, cioè a seconda delle occasioni un magistrato, un medico, un imprenditore per fal colpo sugli escort, sulle escort e anche dilettanti che si procacciava. Il parroco sotto accusa per truffa ed estorsione, è stato sospeso alcune settimane fa dal  Vaticano. Saranno una ventina i prostituti che saranno chiamati a testimoniare in aula a Massa il 13 giugno prossimo. Il rinvio a giudizio del vescovo è stato deciso dal gup e va detto che la posizione del prelato è marginale, rispetto a quella dell'ex parroco. I reati contestati a monsignor Santucci riguardano un premio assicurativo che don Euro voleva più alto. Per questo aveva cominciato a tempestare di chiamate il vescovo e il vescovo aveva ceduto facendo pressioni a sua volta sul medico che doveva definire lo stato di salute del sacerdote. Il punteggio più alto nella malattia corrispondeva a un assegno mensile più robusto da parte dell'assicurazione. L'appropriazione indebita invece riguarda mille euro di elemosine che dalla diocesi sono finite nelle tasche di don Euro tramite monsignor Santucci. Amen.
26. mar, 2018

Dopo la bocciatura, da parte delle scuole teologiche europee, dell'enciclica Veritatis Splendor di papa Karol Wojtyla, il concetto di infallibilità papale ci sembrava messo definitivamente nel cassetto e invece rieccolo più potente che mai.

Per poter comprendere quello che sta ccadendo occorre innanzitutto dire chi sono gli attori della disputa in Vaticano sull'infallibilità papale:
- Papa subito santo Giovanni Paolo II colui che si vide bocciata l'enciclica Veritatis Splendor dove ribadiva il dogma dell'infallibilità del papa.
- Papa Ratzinger teologo di riferimento del papa santo polacco e del papa argentino, propulsore ostinato del dogma dell'infallibilità da un trentennio.
- Papa Bergoglio che dice, e fa, cose assai incerte e per questo Ratzinger è intervenuto.
- Monsignor Viganò che essendo di buona pasta si è dimesso da responsabile comunicazione del Vaticano.
- Professore emerito Hunermann fondatore di ESCT società di ricerche etiche e teologiche molto influente nel nord Europa.
- Marie-Jo Thiel, membro dell’Accademia Pro Vita e direttrice di ESCT.
Il fatto:
Ratzinger pubblica una valutazione positiva sul lavoro e sulla teologia di papa Francesco. Come mai questo intervento? Per tutti quelli che seguono minimamente cosa accade in Vaticano il perché sta nel fatto che Bergolgio spesso non sa bene cosa dice e non sempre è chiaro cosa vuole fare. Ratzinger invia a Viganò una lettera da pubblicare dove elogia l'operato di papa Francesco e nella parte finale della lettera riespone il concetto della infallibilità del papa (che sta a significare che il papa ha ragione anche quando dice fesserie). Di fatto cosa rimprovera Ratzinger a Bergoglio? Rimprovera che nella raccolta di testi sulla teologia commissionata in Vaticano era presente un testo di Hunermann fondatore di ESCT che a suo tempo aveva inesorabilmente bocciato l'enciclica del papa polacco (Veritatis Splendor) sull'infallibilità papale. Cosa fa Viganò? Egli vedendo che nella parte finale della lettera vi era una critica all'operato di Bergoglio e che, quel riproporre il concetto di infallibilità avrebbe urtato di nuovo ESCT decide di non pubblicare quella parte. Viganò, accusato di aver parzialmente omesso il contenuto, si dimette.
Le reazioni:
Cosa dice ESCT per bocca della direttrice? Anche Marie-Jo Thiel elogia l'operato di papa Francesco ma è costretta a far notare che proprio Hunermann il fondatore di ESCT era l'argomento da cui sono scaturite le dimissioni di Viganò. E ribadisce l'importanza della libertà di parola: la risposta della Esct non entra nel merito della Veritatis Splendor (enciclica del papa polacco bocciata da Hunermann), piuttosto, oltre a ribadire lo spessore teologico di Hünermann, ricorda a Ratzinger <<la legittimità della libera espressione da parte di chiunque del proprio pensiero teologico, il suo diritto d’esistenza anche se non in totale accordo con i pronunciamenti papali>>. Insomma l’importanza della libertà d’esternazione che non sempre nei decenni trascorsi Roma è stata in grado di garantire. <<Riteniamo (scrive Thiel) che la fedeltà ecclesiale del professor Hünermann sia irreprensibile>>. <<Fu il suo zelo a una fedeltà genuinamente ecclesiale, che insieme riconosce e facilita una pluralità di validi approcci teologici, ad averlo portato alla creazione dell’Esct nel 1989>>. E ancora: <<Era anche l’anno nel quale gli eventi politici che si stavano svolgendo nell’Europa centrale e orientale garantivano nuova libertà e nuove opportunità per la cooperazione teologica ed ecclesiale>>.
Noi cosa possiamo aggiungere? Possiamo dire che il doppio Papa vuol dire, come dicono a Roma, <<con due ne famo uno bono>>. Che lo scontro sull'infallibilità del Papa continuerà. Che la libertà di parola è importantissima e che lo spessore teologico di Hunermann è ancora oggi più elevato che mai e, pur non facendo opposizione al magistero papale, egli ha difatto dato il via a una piattaforma paneuropea essenziale per il dialogo dei cattolici attivi in tutte le discipline teologiche in Europa. Possiamo concludere che in Italia e in Vaticano le dimissioni sono merce rarissima e che quando esse accadono ecco che si tratta sempre di persone perbene e capaci del proprio compito, come il monsignor Viganò.

19. mar, 2018

I protagonisti della coppia semilibera o coppia part-time, hanno fatto esplodere la soffocante "bolla della coppia" e vivono un rapporto amoroso a modo loro. La loro relazione è piena di intervalli e logistcamente complicata ma soddisfacente. Parliamo di un uomo e una donna, e di ogni età naturalmente. Costoro aborrono l'idea di mettere su casa insieme e formare una famiglia, preferendo tenersi ciascuno il proprio appartamento, la solita palestra, la solita pista ciclabile, la solita cerchia di amici, e condividere tempo e spazio solo quando ne hanno voglia. Tutto questo somiglia al vecchio lavoro che ha lasciato il posto a una serie di occupazioni flessibili, a volte saltuarie, a breve termine, oppure al vecchio senso di proprietà sostituito dalla multiproprietà, o anche alle lunghe vacanze in una meta abituale, soppiantate da quelle a pacchetto, insomma il matrimonio vecchio stile <<finché morte non ci separi>>, già emarginato dal <<vediamo se funziona>>, è sostituito rapidamente da un modello flessibile di <<stare insieme>>. Come al solito, i gridatori di verità sui media stanno chi, da una parte, chi dall'altra, alcuni sono pro e altri contro. Proviamo a capire. I sostenitori favorevoli asseriscono che  il modello di coppia semilibera, realizza quel salto di qualità che consente un genuino dare e avere senza il pedaggio della perdita di indipendenza. I contrari condannano senza remore. Accusano di codardia gli attuatori di relazioni semilibere, in quanto essi rifiutano di affrontare le prove, le difficoltà che la perpetuazione di una relazione stabile comporta. Naturalmente tutti evitano di parlare di sesso, argomento sempre rischioso, ma quest'ultimo non è affatto accidentale, né marginale ma, come ci insegna la nostra storia, motore dei cambiamenti, e come sempre, elemento con poche regole. Quando parliamo di relazioni, intensità, durata, tipo di menage , ecc. dobbiamo pensare al sesso come aggregatore sociale. Delle tante pulsioni, inclinazioni, propensioni, che possiamo definire elementi naturali di tutti noi, il desiderio sessuale, è inconfutabilmente "sociale". Esso ci fa protendere verso un altro essere umano e producendo una fortissima spinta di presenza, ci impone di "stare insieme". Siamo spinti all'aggregazione rendendoci più umani, più completi, superiamo alcune deficienze, ci sentiamo realizzati vivendo specchiati nell'altro. Dall'incontro tra sessi è nata la nostra cultura. Essa ha creato forme di differenziazione che incrociando la natura hanno prodotto una crescita mentale ininterrotta e tanto meno conclusa. Possiamo senz'altro dire, che le relazioni semilibere sono poco identificabili, classificabili, e prevedibili. Esse dipendono troppo, ma anche per fortuna, dalle pulsioni sessuali e quindi, la durata, l'intensità, la simbiosi, la compattezza di un'unione non sono materia statistica, Eros di questi tempi è più che mai potente e imprevedibile.