I nostri tempi: che pianeta lasceremo ai nostri figli e quali figli lasceremo alla terra

20. mag, 2019

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Oggi invece, il ruolo degli animali domestici si è completamente modificato: vengono considerati compagni di vita, parte integrante della famiglia in cui vivono. L’uomo, per i suoi quattro zampe, si è trasformato in un amico con cui instaurare un vero e profondo rapporto di empatia e fiducia. Il cane ha conquistato il mondo. Una conquista pacifica, gentile, ma non per questo meno eclatante. Il cane in casa rende minor disponibilità di spazio e tempo tra uomo e donna tra adulti e bambini, ma ha un ottima influenza psicologica sulle persone di casa anche se occorre distinguere. Il cane sul divano crea tempi di relax e calore tra corpi come tra uomo e donna o umani in genre. Una donna sembra lasciarsi facilmente contagiare nei tempi di riposo e nell'acconsentire disponibilità al contatto fisico e questo, in tanti casi, lei migliora se stessa o la sua esistenza. Il cane povero aveva un padrone povero. Un cane ricco risiedeva a cuccia, magari in giardino, o tra lenzuola profumate. Oggi il quadrupede canino è sempre un signore, ha una cuccia, culla, tappeto, piumino, ha un  giardino, mentre i più viziati girano in passeggino singolo o doppio, si gustano un osso vicino al camino. Accompagna il padrone in ufficio, va a fare shopping, prende il taxi, va al ristorante siede a tavola, ed è protagonista sulle piattaforme dei social network. Inoltre fa la cacca dove più gli aggrada, conscio di non aver ulteriori responsabilità, ci pensa il suo padrone/badante con gioia e allegra normalità. E questi gesti amorevoli sono cose escluse tra gli umani, impossibili tra gli umani, in nessun rapporto di amore e passione potrebbero esserci simili amenità. Non c’è parco o giardino pubblico dove si possa consumare un picnic, perché l’erba è soltanto canina odora di cane. In una pubblicità dell’iPhone Apple, il cane viene appena dopo il partner e prima degli amici fra gli affetti da immortalare con la nuova fotocamera. I Paesi più evoluti del pianeta, come l’Olanda, stanno combattendo il randagismo fin quasi a eliminarlo, ma in generale c’è crescente sensibilità verso la sterilizzazione e verso un possesso maturo della bestiola. Mentre in Europa si fanno sempre meno figli, la domanda di animali domestici è in costante aumento. Nel Regno Unito la cifra di cani si sta avvicinando a 10 milioni, mentre in Italia sono circa 7 milioni. Numeri impressionanti. Continua...

20. mag, 2019

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A questo punto giunge spontanea la domanda: ma almeno l’uomo, sa cosa significa amare il cane? Direi proprio di no, visto che ha scelto di renderlo il suo schiavo, specialmente sotto il profilo psicologico! Se già rinchiuderlo in un giardino potrebbe essere considerata un’azione poco nobile da parte nostra (poiché, in pratica, il cane vive la sua esistenza da recluso), figuriamoci chi lo costringe in un appartamento di città, cercando addirittura di abituarlo (con l’educazione cinofila) ad assecondare i suoi capricci! Il cane può migliorare di molto la vita dell’uomo sia sotto il profilo funzionale, sia con tutte le collaborazioni che offre (guardia, difesa, protezione e conduzione animali da allevamento, caccia, soccorso, etc.), sia sotto quello psicologico, facendogli compagnia. Ecco l'uomo sostiene di amarlo perché gli serve! Il cane randagio che invece mangia nelle pattumiere e fugge via, non si lascia avvicinare né tanto meno addomesticare, non scodinzola a nessun padrone. Non essendo utile a nessuno, viene da sempre braccato con la colpa di portare malattie e causare incidenti, si cerca in ogni modo di sopprimerlo o di rinchiuderlo nelle gabbie di un canile. Se è vero che il cane non è in grado di amare l’uomo, credo sia altrettanto vero che l’uomo, pur essendo dotato di un intelletto superiore, non abbia mai imparato ad amare il cane! La perversa tendenza che si è ormai diffusa nella nostra società è quella di far credere che, per voler bene ai cani, si debba essere disposti a spendere molti soldi per loro: nutrirli con costosi mangimi confezionati (poiché il cibo casalingo sembrerebbe essere diventato improvvisamente nocivo!), portarli il più possibile dal veterinario per trasformarli in "pazienti a vita", lavarli e profumarli, insegnargli l’educazione, addestrarli a obbedire ai comandi, fargli praticare degli sport, vestirli alla moda e altro ancora che l’uomo moderno continua a inventarsi sotto la spinta di un business smisurato. Con questo che dico non voglio certamente convincervi a far ritornare allo stato randagio i vostri cani allevati in cattività, anche perché molti di loro, dopo anni di “prigionia”, farebbero fatica a poter sopravvivere, ma se è vero che li amate così tanto, imparate allora a trattarli per quello che sono: semplici animali! In pratica, il cane vorrebbe solo che noi umani imparassimo a frenare i nostri desideri e gli permettessimo un "vivere da cane". In verità non è poi così importante sapere quanto il nostro cane possa amarci oppure no, è invece fondamentale che noi impariamo ad amare lui, trattandolo secondo le sue aspettative di animale e non in virtù delle nostre ambizioni, ricordando sempre che vivere al nostro fianco non è stata una sua scelta! Tutte cose di cui il cane non solo non ha bisogno, visto che il suo unico scopo esistenziale è quello di sopravvivere per riprodursi, ma gli viene impedito l'accoppiamento quasi sempre, biusiness allevamenti a parte. Continua...

20. mag, 2019

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Viene riportato che, quaranta anni orsono, fu proprio un biologo svizzero/tedesco Edgar H. Muller, seguace del filosofo austriaco Rudolf Steiner, a fare una forte affermazione su suini e cani. Venuto in Italia per impiantare uno dei primi allevamenti intensivi di maiali, disse con un italiano incerto: “Maiala non piace a persona perché puzza, persona ama più cane. Maiala è furbo e intelligente più di cane, ma piace a persona solo per fare salami!”. Ci spiegava, quindi,  l'inutilità del cane come risorsa in generale. Ci avrebbero pensato successivamente altri a far diventare il cane un grande business. Chi ha fiutato l'affare ha prodotto il retroterra culturale per mettere il cane al centro di un colossale movimento di denaro. Si parla solo  del cane e dei sentimenti e delle emozioni che scambia con l'uomo. Gli altri animali pur se altrettanto affettuosi e intelligenti, erano già merce sul mercato, inutile parlarne. Il cane è stato reinventato come una merce un pò più fortunata, in Occidente non rischia la macellazione. Questa figura artificiosa è, per il cane, una nuova collocazione culturale, oggi sono tutti d’accordo nel sostenere che esso può amare il suo padrone. E' stata creata spudoratamente una nuova opinione pubblica che sostiene un'umanizzazione del cane, che in un decennio si è estesa come un maremoto. Convincere la gente, fargli pensare che un animale ami più di un umano, pur se diverso, è un capolavoro di opportunismo commerciale. Il cane che prova sentimenti di amore per l’uomo è la base fondamentale per mantenere in vita questo mercato dalle proporzioni colossali nato dal nulla e alle spalle di questo animale. L’essere umano non è un individuo così tanto altruista da saper amare e prendersi cura (quindi spendere denaro) per qualcuno che non sappia almeno contraccambiarlo con l’amore! L'amore chiede amore, anche tra gli umani. Continua...

20. mag, 2019

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Il cane non ci ama affatto, bensì si lega a noi per la dipendenza psicologica che gli creiamo fin dai primi mesi somministrandogli il cibo necessario alla sua sopravvivenza, senza mai offrirgli la minima possibilità di procurarselo da solo. E la stessa cosa vale per tutti i suoi atteggiamenti che a noi piace interpretare come affettivi (saltelli, movimenti di coda, versetti, occhi “dolci” e altro ancora): non sono altro che la conseguenza del suo stato di dipendenza nei nostri confronti, in quanto esclusivi datori di cibo. I cani randagi che se lo procurano autonomamente, non fanno nulla di tutto ciò nei confronti dell’uomo, anzi, gli stanno ben alla larga! E fanno bene... In pratica, vorrebbe solo che noi umani imparassimo a frenare i nostri desideri e gli permettessimo di vivere da cane! Una delle espressioni più significative di amore (come intendiamo noi esseri umani) è quello provato dalla madre per il proprio figlio: non importa se Testo sia corrisposto o meno, una buona madre lo ama sempre e comunque, anche a costo di sacrificare la propria vita. Non esiterebbe a morire pur di salvarlo, come sarebbe disposta a soffrire la fame per anni pur di riuscire a crescerlo bene e, ovviamente, non si sognerebbe nemmeno di avere rapporti sessuali con lui (se non affetta da patologie mentali).
Se osserviamo invece cosa accade fra una femmina di cane che diventa madre e il suo cucciolo in crescita, possiamo immediatamente notare quanta diversità esista nel rapporto che li lega: dopo un breve periodo di svezzamento, non solo la madre non si preoccupa più della sopravvivenza del suo cucciolo, ma ne diventa addirittura un’acerrima concorrente per il cibo e, non appena lui crescerà, si renderà normalmente disponibile all’accoppiamento.  Se quindi il cane non è in grado di provare amore (come lo intendiamo noi) per gli animali della sua stessa specie, come potrebbe mai provarlo per un essere umano, così diverso da lui, il quale lo priva della libertà, gli impedisce di vivere secondo i suoi istinti primari e non risulta nemmeno idoneo alla riproduzione? Pensare che il cane ci possa amare, non è solo un ragionamento ridicolo ma è un comportamento tutt'altro che a favore degli animali, visto che può indurci facilmente a credere che gli stessi ci possano anche odiare quando si ribellano alle regole che l’uomo decide di imporgli contro Natura. Mordere oppure leccare sono due azioni istintive naturali che possiedono tutti i cani e che mettono in atto senza provare né odio né amore, bensì in situazioni diverse o in base al comportamento di chi gli sta di fronte.
Sarebbe necessario che iniziassimo a capire che il cane né ci ama né ci odia, poiché non conosce questi sentimenti, visto che lui è “solo” un animale, siamo noi che abbiamo deciso di adottarlo e quindi a lui non rimane altra scelta per sopravvivere se non restare al nostro fianco!. Continua...

 

20. mag, 2019

La Natura ha concepito il cane come un essere capace di sopravvivere con gli scarti di cibo dell’uomo, ma non era previsto che lo rinchiudessimo nei nostri giardini o, peggio ancora, nei nostri appartamenti, e lo portassimo a passeggio legato come un carcerato da non lasciar scappare! Come tutti gli animali, anche il cane vive solo con lo scopo di sopravvivere per riprodursi, Tutto il resto ce lo siamo inventato noi perché ci faceva comodo, fregandocene del suo benessere! Come potrebbe mai amarci il nostro cane visto che lo costringiamo a vivere imprigionato nella nostra proprietà in cambio di un po’ di cibo, senza poter spaziare ovunque come vorrebbe la sua indole? Pensandoci bene, abbiamo addirittura il coraggio di sgridarlo o picchiarlo quando ogni tanto ci scappa dal cancello! Se poi ha, come principale scopo di vita quello di riprodursi, come possiamo immaginarci che ami l'uomo, visto che gli impedisce in ogni modo di accoppiarsi, per non parlare di chi crede addirittura possa essere normale privarlo dei suoi organi riproduttivi con la sterilizzazione? Per sentirsi rispettato il cane vorrebbe:  Poter vivere in un giardino dove trascorrere la sua vita all’aperto, come fecero per millenni i suoi antenati ...essere nutrito con cibo fresco e naturale, come avvenne fin dal primo giorno della creazione della specie ...poter disporre almeno di un compagno di sesso opposto col quale vivere in branco e immaginare di riprodursi ...non essere sterilizzato è atroce.  ...non essere educato o addestrato a fare nulla ma vivere secondo i propri istinti primari ...non essere lavato, se non dalla pioggia, né profumato, mantenendo così l'odore naturale, molto utile a tutti gli animali.  Continua...