20. mag, 2019

Uomini e cani, una reciproca variazione di specie.

...continuazione:

Ci pensa la più importante teorica del femminismo attuale a farci ccomprendere qualcosa in più su uomini e cani. Donna Haraway non ha esitazione: <<Una generazione femminista è passata dalla parte dei cani in ogni senso. Qui sono i cani ad avere importanza, nella loro complessità, i cani non sono un alibi per parlare di altri argomenti, sono una presenza materiale e semiotica nel corpo tecno-scientifico moderno, i cani non sono un surrogato della teoria, non sono semplicemente un oggetto attraverso cui pensare, ma sono esseri con cui vivere>>. Facendo riferimento al filosofo marxista Louis Althusser, la biologa prosegue: <<Nel crimine dell'evoluzione umana, presenti nel giardino fin dal principio, i cani vestono i panni dell'astuto coyote, fedeltà per interesse>>. Mediando su queste serie osservazioni, possiamo dire che oggi, attraverso l'attenzione possibile e all'enorme mole di narrativa sofisticata che li riguarda, gli animali ci chiedono di rendere conto dei regimi in cui dobbiamo vivere, noi e loro. Il movimento femminista diventa fortemente antispecista e vede nella convivenza con il cane un'essenziale sostegno di sensibilizzazione ai problemi ecologici planetari seguendo le linee di un'ecosofia più indirizzzata contro l'antirazzismo di massa per rompere dall'interno le convenzioni più incancrenite. Noi li reclutiamo nei nostri costrutti di natura e cultura, e con tutte le loro conseguenze di vita e di morte, di infelicità e malattia, longevità ed estinzione. Le due specie sono l'una nell'altra nel vivo della carne, si riscaldano, in un modo che tutte le nostre ideologie non riescono ancora a capire né ad esprimere pienamente. Le storie reali sono molto più ampie, debordano, esulano dalle supposizioni ideologiche. E' in questa attesa di capire, la nostra unica speranza di dare il giusto valore al limite in cui le due razze si contamineranno crescendo insieme. E' un concetto potente, affascinante in un determinismo veloce quanto inarrestabile. Se osserviamo attenti, ogni tanto nel convivere casalingo, tra umano e cane c'è frequentemente un inizio. L'uomo sembra troppo scrupoloso, il cane un pò disorientato, poi tutto insieme ognuno si rappresenta nell'altro. Continuando ad osservare, notiamo che il carattere, la docilità, l'ubbidienza, le smorfie, l'autorità, il dominio ecc. si mostrano senza regole, i copioni durano brevemente e all'improvviso, in un attimo compare il modo esatto di come loro potranno continuare insieme, come muoversi con semplicità, con gioia e con destrezza lungo un qualsiasi percorso. Compaiono intenti reciproci, come accettazione, come scambio e come essere onesti l'uno nei confronti dell'altro. Tendono ad un unico obiettivo, arrivare all'ossimoro della spontaneità disciplinata. Cane e accompagnatore (non più padrone, non più badante) devono essere capaci di prendere l'iniziativa e rispondere ubbidientemente l'uno all'altro. Il successo? Diventare sufficientemente coerenti in un mondo fatto di incoerenze. Talmente coerenti da creare un'unione fra due esseri viventi, seppur di specie diversa, che generi rispetto reciproco e un'esemplare immagine verso l'esterno. Una unione forte, soddisfacente e rispettosa da essere estesa come proposta esemplare agli altri partner su tutti i livelli esistenziali. Basta osservare con attenzione cani e accompagnatrice al campo o in casa e la continua esplorazione di nuove fasi e livelli di conoscenza di se stessi, e non possiamo non vedere come noi umani siamo estremamente pronti a modificare il nostro comportamento in questo incontro con l'animale. Siamo cioè, predisposti ad apprendere e ad acquisire comportamenti concertativi da questa relazione per riproporci migliorati e unici nel nostro ambiente. Un umano ne esce modificato e diventa attento e disponibile con gli altri umani di casa ponendosi con modi congeniali, altruisti e spesso, unici e coinvolgenti. Sorprendiamo noi stessi nella relazione con gli altri. Dal punto di vista biologico uomini e cani siamo specie molto diverse, ma come vista culturale procediamo insieme, diventiamo compagni di specie. Non è contraddizione, bensì una reciproca contaminazione e un reciproco debito identitario. Fine.