20. mag, 2019

Uomini e cani, il business.

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Viene riportato che, quaranta anni orsono, fu proprio un biologo svizzero/tedesco Edgar H. Muller, seguace del filosofo austriaco Rudolf Steiner, a fare una forte affermazione su suini e cani. Venuto in Italia per impiantare uno dei primi allevamenti intensivi di maiali, disse con un italiano incerto: “Maiala non piace a persona perché puzza, persona ama più cane. Maiala è furbo e intelligente più di cane, ma piace a persona solo per fare salami!”. Ci spiegava, quindi,  l'inutilità del cane come risorsa in generale. Ci avrebbero pensato successivamente altri a far diventare il cane un grande business. Chi ha fiutato l'affare ha prodotto il retroterra culturale per mettere il cane al centro di un colossale movimento di denaro. Si parla solo  del cane e dei sentimenti e delle emozioni che scambia con l'uomo. Gli altri animali pur se altrettanto affettuosi e intelligenti, erano già merce sul mercato, inutile parlarne. Il cane è stato reinventato come una merce un pò più fortunata, in Occidente non rischia la macellazione. Questa figura artificiosa è, per il cane, una nuova collocazione culturale, oggi sono tutti d’accordo nel sostenere che esso può amare il suo padrone. E' stata creata spudoratamente una nuova opinione pubblica che sostiene un'umanizzazione del cane, che in un decennio si è estesa come un maremoto. Convincere la gente, fargli pensare che un animale ami più di un umano, pur se diverso, è un capolavoro di opportunismo commerciale. Il cane che prova sentimenti di amore per l’uomo è la base fondamentale per mantenere in vita questo mercato dalle proporzioni colossali nato dal nulla e alle spalle di questo animale. L’essere umano non è un individuo così tanto altruista da saper amare e prendersi cura (quindi spendere denaro) per qualcuno che non sappia almeno contraccambiarlo con l’amore! L'amore chiede amore, anche tra gli umani. Continua...