30. apr, 2019

Povertà e partiti dell'evasione.

Continuo a leggere che uno su dieci è in difficoltà. Mi chiedo chi mai ha controllato tutto ciò? Se mi fermo all'angolo di una strada vuol dire che ogni tanto, appunto uno su dieci, vedo qualcuno denutrito o malnutrito? Vuol dire che su una classe di 20 studenti vedrò due di loro mal vestiti e malnutriti? Vi pare un atteggiamento serio? Certo che no, a nessuno torna. Nessuno è andato a misurare un fatto reale, nessuno ha controllato le persone che sono malnutrite o quantomeno sottoalimentate. La stessa cosa accade quando non troviamo tra gli evasori i liberisti. In tanti si dicono liberisti, ma se proponete loro di pagare le cifre di tipo americano per far studiare i figli fanno marcia indietro, tirano in ballo il neoliberismo, Mussolini, Hitler e vi indicherano come "comunisti" e asseriranno che il liberismo, "portatore di benessere", si ha quando i ricchi non pagano le tasse, ma hanno pensioni altissime. E non solo: il nostro evasore ha una fifa tremenda di un’altra cosa: che arrivi una frotta di immigrati e si metta in fila tra gli sfruttatori dello stato. Per l’imprenditore, ed evasore italiano, comprese le partite iva e’ stato uno choc vedere le cittadelle di cinesi che evadevano il fisco piu’ di loro, pagavano meno contributi ai lavoratori di loro, ed erano ancora piu’ sconosciuti allo stato di loro. Perche’ iniziavano a temere che fosse troppo, temevano che lo stato potesse scatenare dei controlli che avrebbero colpito anche loro. Lo scopo dei partiti italiani è lo scopo degli evasori. Occorre chiudere le frontiere!!! Il che vuole significare: proseguire con l'evasione, impedire agli altri contribuenti di evadere, impedire che possano lavorare all'estero garantendo lavoro nero e a bassissimo costo, impedire ad altri di beneficiare del welfare che loro derubano. Questo e’ il programma politico del governo italiano completamente funzionale agli evasori fiscali. Esso viene mascherato da “sovranismo”, ma e’ “sovranista” quanto e’ “patriota” uno che va in Russia a braccetto con il capo di un paese che gli punta addosso 90 bombe atomiche.