15. mar, 2019

Agli schiavi fedeli il neoliberismo promette un ruolo dominante.

Su un post di fine 2018 mi soffermavo su come sarebbe più bella la vita se ognuno di noi lavorasse non più di 4 ore al giorno. Motivai questo pensando ad uno Stato che compiesse investimenti sulla robotica, quindi che risparmiasse agli umani i lavori usuranti e alienanti, dove emergerebbe invece, l'efficentismo delle isole robotizzate. All'inizio il post è passato inosservato per ben presto rimbalzare velocemente sul web con svariate osservazioni e critiche. Uno "schiavo" di quelli che io definisco felici (per merito dei giochi che gli vengono dispensati dal neoliberismo scaltro), osserva: <<L'autore di questo post dovrebbe lavorare 18 ore al giorno affinché non abbia tempo per dare notizie così mendaci, insulse quanto inutili>>. E ancora: <<Si è liberi di lavorare o di non lavorare, e naturalmente la retribuzione essendo basata sulle ore di lavoro, dovrebbe essere dimezzata, giusto quindi metà stipendio>>. E prosegue: <<Poi, quanto burocraticamente costerebbero due operai al posto di uno? Se non volete lavorare non sposatevi, non fate figli, magari cercate di fare il parroco del paese o provate ad entrare nelle forze dell'ordine, lasciare le cose come sono è l'unica soluzione>>. Come si evince, l'ostacolo tra noi e una vita migliore non è solo il neoliberismo assatanato di ricchezza, l'economia egoista o le dittature, ma tutti gli schiavi felici che sono tantissimi e pronti a sbranarsi tra loro per un successo personale, indossando divise e catene sia lavorative che mentali. Come riconosciamo costoro? Abbastanza facilmente. Dal Suv, dalla musica a palla, dalla passione per le armi, (a proposito a Conegliano Veneto in questi giorni c'è la mostra dell'abbigliamento e delle armi da guerra), dalla passione per le azioni militari, per le tecniche d'assalto, per i soldati. Qualcuno li ha fatti sentire importanti, utili per mettere ordine, amano la "preparazione", amano prendersela con chi non è come loro, con gli indisciplinati, e anche con chi studia molto, sovente giocano in grosse comitive a "guerre simulate" con armi per adesso elettroniche e non mortali, affittando terreni in Sardegna e anche in altre regioni, si esercitano in azioni belliche, sono pericolosi per se stessi ma soprattutto per gli altri a cui non piace essere come loro.