8. mar, 2019

Otto marzo, le coppie adulte e la fretta delle idee.

Dividere gli uomini per fasce di età sembra una logica da terapia di massa, ma qui è utile. Un'innovazione è tale quando un'idea di un uomo crea un'interesse collettivo, un fenomeno allargato a fasce ampie di individui. Ma non accade quasi mai che chi ha prodotto quell'idea ne sia felice. Quando compri un mobile hai semplicemente fatto un acquisto, ma se quel mobile lo disegni tu per il tipo di utlizzo che hai sempre pensato, fai costruire il primo esemplare e ti accorgi che piace, ecco che quel mobile lo acquista molta gente e chi l'ho ha pensato dovrebbe gioire per questo, e invece non è così. A molti sarà capitato, nella vita di incontrare una donna che piace così tanto che viene voglia di nasconderla agli occhi degli altri. Creare una forma nuova, un oggetto, creare un valore come funzione di utilizzo, è paragonabile all'incontro con la bellezza femminile. Quella realizzazione produce gelosia, vuoi tenerla solo per te e farla vedere a chi lo merita. Ho conosciuto individui che hanno prodotto innovazione in tanti campi diversi, nella meccanica, nell'automazione, nella logistica, nella robotica, altri che si sono distinti in azioni, comportamenti, attenzione alle persone che hanno cambiato il modo di vivere, di vivere in coppia, di vivere in gruppi, hanno cambiato il modo di amare, hanno amato tanto, hanno cambiato l'educazione dei figli, ma pochissimi sono coloro che hanno innovato ogni cosa a cui si sono avvicinati. Quest'ultimi "privilegiati" li riconosci non da giovani. Per fare tutte queste cose gli sono serviti tanti anni e oggi, oltre i sessantacinque anni con la loro lunga storia di creatività, singolarità, diversità, cambiamenti, eccoli turbati che si annoiano molto, gli sembra che tutto sia stato inutile. Gli altri, quelli che gli sembravano strani, quelli del così fanno tutti, quelli che imitavano gli attori degli spot in tv, quelli che erano la massa, oggi continuano a fare cose incomprensibili, e loro si rattristano, si isolano, ma continuano a pensare al nuovo pur iniziando a diffidare delle proprie pulsioni che sono le stesse degli anni giovanili, anzi peggiorate. Pensare cose utili e a volte troppo serie, sembra di fare sempre la stessa cosa, ovvero fare  oggetti reiterati, noiosi e poco divertenti. Ecco che allora, con gli anni che aumentano, i pensieri si spostano in argomenti più leggeri, meno consueti, ma più a rischio critica. Con il percepire l'età che incalza, diventa tutto più veloce, si ha fretta di fare, di respirare più vita possibile. Con la tanta esperienza, i figli grandi, le libertà vissute e il giudizio più complice di chi ci conosce bene, viene voglia di divertimento. Ecco allora che ci vengono idee in queste direzioni, attrezzature per il gioco, altre per il piacere, altre per l'eccitazione e le novità sono tante. Non è un caso che i media si interessano di questo, raccontano di un ultrasessantenne che ha pensato a un vibratore con telecomando da tenere in tasca e azionarlo mentre si prende un te in compagnia, di un altro che ha realizzato una poltrona da "deliziosa tortura" (parole sue), di tanti che studiano specchi prismatici per nascondere le rughe ed alcune curve umane che potrebbero precludere la gran voglia di sesso di tutti. Insomma tanta fantasia, pochissimi selfie e ancor meno web. A queste cose, troppo nuove, ci penseranno molto più tardi, quando si annoieranno ancora di più.