11. gen, 2019

Le ragioni impellenti della decrescita, le tecnologie.

Un'altra strada apparentemente confortante è quella di credere che la tecnologia fornirà soluzioni alle preoccupazioni. Auto elettrica, decontaminazione, organismi geneticamente modificati, biogas ed etanolo, ecc. Queste "soluzioni" non sono prive di conseguenze. La produzione di etanolo, per esempio, richiede una grande quantità di terreni agricoli dedicati alla monocoltura del mais, devastando la biodiversità e portando all'uso intensivo di pesticidi e fertilizzanti chimici che modificano il suolo e inquinano l'acqua. Viviamo in un mondo che spinge il progresso e l'innovazione tecnologica, propone se stessa come panacea dei suoi mali. Assistiamo infatti alla tecnologia medica avanzata, impensabile al di fuori del quadro di una società industrializzata, che può, o tenta, di curare i tumori che essa causa con l'inquinamento generato dall'industrializzazione. Dobbiamo constatare quindi, che l'ideologia del progresso, che va di pari passo con quella della crescita, causa più danni di quanti ne possa riparare. Vediamo anche come la frenesia dell'innovazione accorcia il ciclo di vita degli oggetti, la cui obsolescenza è pianificata. Chiunque desideri riparare un dispositivo deve "castrare" l fascino del nuovo modello e trovare, quando è ancora possibile, parti e riparatore qualificato. Ad esempio, l'acquisto di un nuovo tostapane è più economico del riparare quello che abbiamo. Ben presto, gli oggetti si trovano nelle discariche, dopo aver prodotto l'arricchimento di poche persone che li fabbricano. Questo è il vero spreco di risorse, consumo di energia e produzione di inquinamento. Questi fenomeni sono legittimati dall'imperativo della crescita, anche se lo sfruttamento delle risorse naturali genera conflitti mortali e la gestione dei rifiuti costa somme astronomiche.