10. gen, 2019

Le ragioni impellenti della decrescita, il vicolo cieco.

A tutti coloro che portano la bandiera dello sviluppo sostenibile, voglio sottolineare i pericoli insidiosi di questo approccio, per lo più ben intenzionato, ma troppo spesso utilizzato nelle relazioni pubbliche delle grandi aziende. Il termine "sviluppo sostenibile", divenuto "per modaioli" da un trentennio, presuppone la possibilità di rispettare l'ambiente in un contesto di crescita economica e propone di soddisfare i bisogni del presente senza compromettere la capacità di fare altrettanto delle generazioni future. Cio è orribilmente falso. Nella crescita di necessità, lo sviluppo sostenibile abbandona ogni serio tentativo di eliminare attività economiche dannose. Esso intende rispondere ai bisogni del presente, senza metterli in discussione. Soddisfa giochi, "bisogni" di mobilità, agi e comunicazioni che lascerà, alle generazioni future, un patrimonio di inquinamento, disastri climatici e tonnellate di rifiuti. Dobbiamo, invece, puntare su questo concetto: un'azienda che ricicla la carta può rivendicare uno sviluppo sostenibile, mentre un'altra che commercia migliaia di oggetti monouso o usa e getta, che in poche settimane finiranno in una discarica, è fuori dalla sostenibilità e va messa fuorilegge. I fautori del consumo responsabile riescono anche a convincere una parte della popolazione a consumare prodotti del commercio equo, senza pesticidi, organici, efficienti dal punto di vista energetico, ma sono piccoli passi nella giusta direzione? Sono atteggiamenti consapevoli? Speriamo, ma la possibilità di fare "acquisti etici" evita di porre la domanda sulla necessaria riduzione dei consumi procapite, ridurre le emissioni di gas serra, ridurre l'inquinamento, ridurre la produzione di rifiuti. Quello che dannatamente si vede è una sorta di effetto rimbalzo di natura mentale. Con il miglioramento delle tecnologie a risparmio energetico, poiché la macchina consuma meno, ecco che moltissimi tendono a usarla di più. Con il denaro risparmiato rimediano ad altri desideri con altri discutibili consumi, con la conseguenza grave che vengono impiegate maggiori risorse energetiche e più materiali. Siamo in un vicolo cieco e, come per abbattere il consumo delle sigarette si debellò la pubblicità delle stesse, ottenendo risultati in breve tempo, oggi è necessario mettere fuori legge, vietare, ogni forma di pubblicità di beni. Escludendo solo la propaganda che dica che consumare poco è la migliore delle virtù.