17. set, 2018

Con il film <<Sulla mia pelle>> prove di comunismo che l'Italia non ha dimenticato.

Negli ultimi due giorni il film, distribuito in streaming da Netflix e nelle sale da Lucky Red, è stato proiettato da due collettivi in Piazza Oberdan a Milano e sul pratone davanti all’Università La Sapienza di Roma. La sorella di Cucchi, Ilaria, è favorevole. Alessio Cremonini, produttore, invece ha scritto su fb: "Vederlo in piazza, gratis, non aiuta. Sulla mia pelle ha bisogno di fatti e soldi". Hanno ragione entrambi, ma vedere Sulla mia pelle senza pagare il biglietto (o l’abbonamento), sta facendo discutere tutto il web. L’iniziativa voluta da molti centri sociali italiani di proiettare in pubblico, e senza pagare i diritti d’autore, il film sugli ultimi giorni di vita di Stefano Cucchi che ha trionfato al Festival di Venezia 2018, ha prodotto un'affluenza mirabile sia in Piazza Oberdan a Milano, sia sul pratone davanti all’Università La Sapienza di Roma. Chi sono costoro? Chi ha voluto partecipare allo spettacolo? Sono tutti quelli che avrebbero potuto travarsi al posto di Stefano e della sorella. Sono coloro che in Italia non si sentono al sicuro. E' bastato un abbonamento a Netflix e la visione collettiva e gratuita si è conclusa con un vero affollamento di spettatori. Nei "nostri tempi" sono bastate poche ore perché un'idea divenisse immediata realtà, la visione pubblica non autorizzata ha avuto un seguito imponente, ha dilagato imperiosa e inarrestabile. Oggi potremo scegliere se il 5-6-7 ottobre andremo al cinema, utilizzare un abbonamento, o partecipare a una delle tante proiezioni gratuite lanciate in tutta Italia. Siamo a una prova di inaspettata libertà, siamo ad una prova di comunismo ai tempi dell'ultra destra al governo.