9. giu, 2018

Groviglio quotidiano, i recinti.

La Brianza, ma anche regioni come il Veneto, sono fatte di ricchi paesi pieni di muri e ringhiere. Ovunque sono state costruite barriere fisiche, intorno a case, edifici residenziali, piazze, parchi, complessi per uffici, capannoni industriali, scuole. E' nata una vera estetica della sicurezza, che modella tutti i tipi di costruzioni e impone nuove logiche di sorveglianza. Chi può permetterselo si compra un'unità abitativa, come una piccola fortezza, fisicamente dentro la città, ma socialmente e spiritualmente fuori di essa. I commercianti di abitazioni pubblicizzano un modo di vita staccato, da contrapporre alla scarsa qualità della vita offerta dalla città e dal suo deteriorato spazio pubblico. Si protende verso un vero isolamento inteso come separazione. Separazione da chi? Ma sicuro, da coloro ritenuti socialmente inferiori. E tutti, urbanisti e agenti immobiliari, ammettono che il fattore chiave del successo di questo abitare, è la sicurezza, anzi la paura. Non importa se i reati crescono o meno, importa l'impatto che successi commerciali e animosità politica, hanno su di noi. Quindi, da anni oramai a Cantù, Lecco, Monza, così come a Treviso, San Donà di Piave e Roncade, ecco recinti, ecco muri tutt'intorno ai condomini. Moderni strumenti di sorveglianza e sorveglianti di giorno e di notte, garantiscono che gli "altri" resteranno fuori. I recinti hanno due lati, uno dentro e uno fuori. I residenti si barricano fuori dai pericoli della città, dalle sgradevoli presenze di diversi, dalle scomodità del contatto con gli altri inferiori. Nel contempo chiudono tutti gli altri fuori dai loro luoghi decenti e sicuri, che intendono difendere anche con i denti. Oggi è di moda anche con l'uso delle armi. Il recinto separa il <<ghetto per ricchi>> dagli altri ghetti di poveri e chiassosi cercatori di un vivere dignitoso. Questi paesi, nati con l'intento di favorire la socializzazione, e di dare sicurezza a tutti i suoi abitanti, oggi, grazie alla loro mutata urbanistica, vengono accostati a un'idea di pericolo costante.