3. mag, 2018

Il culto del neoliberismo e gli affarismi a danno dei cittadini.

Sbandierata come primato necessario, come vento rivoluzionario, la conclamata superiorità della conoscenza e soprattutto della competenza dei privati, sa di bufala autoritaria. Chiamiamola "post democrazia" o come volete, il senso della "Res Pubblica" è la forza accomunante, che oggi viene a mancare, ed è anche all’origine delle ruberie private e di Stato. Privato è bello, nobile, alto. Stima e rispetto del bene pubblico, il significato di diritto del lavoratore, il concetto di Ente pubblico e il significato di "servizio pubblico", sono demoni moderni, anzi accantonamenti culturali fin qui senza sostituti degni. Ed ecco che tutti i servizi e beni primari dallo Stato sono passati ai privati, e i costi? Prendiamo ad esempio le Autostrade e gli Autogrill. Un un transito Milano Roma costa 42 euro, qualche euro in più di un anno di autostrade svizzere. Un panino fermo da tre giorni nei bar delle stazioni di servizio costa 5,90 euro (quello più economico). Privato è bello, funziona tutto!! Come viene pompata la faccenda? Su tutte le testate di giornali di vari padroni, divenute tutte uguali, tutte mosse da un'etica della convenienza, e soprattutto spinta dalle marchette della Rai. Ecco in prima serata, i grandi uomini italiani, imprenditori, politici, padroni, preti, che vestono i panni del padre di tutti, con narrazioni di mirabilie, vicende umane tenere, altruiste e benefattrici. Cosa importa se oramai nessuno ha un contratto di lavoro tutelato, a questa lacuna ci pensa, la bontà del titolare dell’impresa, il prete portafortuna, il genio italiano che risolve tutto. E la Rai con i soldi dei cittadini crea i santi che vuole, i responsabili dei palinsesti sono lì per merito di qualcuno che poi gli gira il conto.