10. apr, 2018

Groviglio quotidiano, non esisto.

Qualcuno è riuscito a fare quello che io ho sempre desiderato senza riuscirvi.
Nella cronaca: un mio coetaneo, a seguito di un incidente stradale da cui è scappato pur avendo ragione, è stato rintracciato in ospedale e alla richiesta di documenti risponde che non li ha. Racconta di non averli e quelli che aveva dice di averli stracciati all'inizio degli anni Novanta. Dice anche che, pur non essendo inseguito da qualche problema, decise di far perdere le proprie tracce. Deve essermi molto simile, anch'io nel 1994 ero li per fare la stessa cosa, poi l'incapacità e un figlio piccolo mi dissuasero. Il fu Mattia Pascal assunse un'altra identità, costui è filato via tra le maglie del vivere civile, con diversi nomi, senza lavorare, senza fissa dimora. Lo ammiro davvero, occorre essere prestigiatori di straordinaria abilità per fare tanto. Distretti di polizia, tribunali, agenzie delle entrate, camere di commercio, Inps nessuno sa di lui. In ogni caso non è l'aspetto sociale interessante, anche se eccentrico, ma eclatante è che costui abbia desiderato, amato, scelto, l'autoimporsi di un anonimato trentennale, proprio quando tutti ci scagliano addosso le porcherie orribili delle loro immagini, come se la vita fosse un teleromanzo. La sua è vera saggezza, e per la prima volta nella vita provo un senso di invidia anche se invidiare non mi è congeniale, né mi piace, ma lo avrebbero invidiato anche gli antichi Greci e Sabini, che facevano della riservatezza personale l'esempio più straordinario di saggezza umana. Pensate, non ha neanche un account Google!!!! Non è stato neppure venduto da Facebook.