7. mar, 2018

Aggressività antifascista.

Dopo il tentativo di strage avvenuto a Macerata ad opera di un candidato leghista il cui senso è stato ignorato da tutti i partiti istituzionali per paura di perdere voti alle appena passate elezioni (voti poi persi comunque), ci sono stati piccoli fatti di cronaca, ivi compresa l'aggressività di un'insegnante piemontese (per una settimana in prima pagina) verso le forze dell'ordine che, plasmati con regia, sono diventati "messaggio" preciso al paese. Noi di destra e di nuovi fascismi siamo seri, portiamo avanti le nostre idee seriamente ed è giusto che ci lascino spazio. Oggi una piccola bomba esplode davanti una sezione fascista. In altre manifestazioni di piazza contro il rinascere del fascismo la stampa ha premuto fortemente sull'aggressività dei centri sociali. Tutte queste cose rimbalzate dai media, web compreso, e soprattutto ignorate dalla politica, per complicità o negligenza, hanno assunto un connotato primario nella vita politica del paese: Il rinascere del fascismo non è anticostituzionale, sono persone serie anche se un po' razzisti, il paese è troppo in disordine, il paese ha bisogno di ordine, le istituzioni traballano. Questi connotati somigliano troppo a quelli che portarono alla marcia su Roma del 1922. Oggi dobbiamo attenderci e, magari prevenire, una mossa esemplare e irruente di gruppi organizzati di destra estrema, contro la nostra Carta Costituzionale, contro i nostri diritti civili e contro il vivere democratico del paese. Al resto delle disgrazie penserà il PD, che invece di unirsi e moderare la destra che ha diritto di governare, quindi agendo da elemento moderatore, si sfascerà per gli ennesimi egoismi tra scagnozzi politicanti e lascerà il paese completamente in mano alle destre che in Italia, con il pensionamento di Berlusconi, non saranno mai moderate, non avendo ancora culturalmente chiuso il capitolo fascismo del secolo scorso.