3. mar, 2018

Elezioni del 4 marzo, la propaganda ha già vinto.

In questa campagna elettorale la propaganda ha sotituito completamente il programma politico. Gli unici che hanno ragione solo coloro che vedono lo Stato di diritto in pericolo. Il comitato dei Ministri del Consiglio d'Europa sostiene, che sin dalla metà degli anni Ottanta, a causa delle lentezza delle procedure giudiziarie, civili, penali e amministrative, in Italia lo Stato di diritto è in agonia. Non parliamo poi dei diritti dei cittadini, che la questione è davvero allarmante. Prendiamo ad esempio la pessima legge elettorale, non è mai stata cambiata nel verso dei valori della democrazia rappresentativa e tantomeno, per facilitare l'esercizio di voto del cittadino. Questo è accaduto, per far si che i partiti conservino un odioso sistema di mantenimento dei privilegi. Questa campagna elettorale ha cancellato, dal dibattito pubblico, tutto quello che riguardava la giustizia, tutti hanno taciuto tranne uno sparuto gruppo che conta pochissimo nel quadro politico del paese. Il Parlamento è stato eletto, nelle ultime tre legislature con una legge anticostituzionale chiamata Porcellum (non a caso), sostituita recentemente da una nuova legge elettorale che impone alla maggioranza degli elettori, di assegnare gran parte del proprio voto a liste e partiti lontani o addirittura opposti alle loro convinzioni. Tutto sembra fatto per evitare che gli italiani scelgano veramente, o che essi rinuncino ad esercitare il diritto di voto sancito dalla nostra Costituzione. La politica è sempre più lontana dai cittadini e la propaganda ha surclassato ogni elemento programmatico e di interesse nazionale. Chi non andrà a votare sarà la gente onesta, lavoratrice, messa ogni anno in difficoltà dal più vessatorio regime fiscale/burocratico d'Europa e si allontana dalla democrazia per questa ragione.