22. feb, 2018

La grande crisi europea e gli italiani al voto.

Chi ha vissuto il sogno di un'Europa unita, ha anche avuto la delusione del mancato incontro politico tra gli stati europei e considera questa la causa delle difficili elezioni politiche italiane a cui stiamo per arrivare. Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi, Colorni e Hirschmann progettarono l'Europa unita e federale mentre erano confinati e gli europei combattevano gli uni contro gli altri. Il loro è stato il più riuscito progetto politco del ventesimo secolo, dopo secoli di conflitti fratricidi ha assicurato agli europei decenni di pace, di sviluppo e cooperazione. Con la Brexit si è spento il prgetto inclusivo (un Europa da 6 a 28 stati) ed è iniziata, con Brexit, una fase di crisi, la più profonda crisi della sua storia. Non è solo crisi partecipativa ma vera crisi dei valori democratici, l'Europa così come l'abbiamo vissuta era un riferimento per tutti coloro che hanno creduto e credono nella demograzia e nello Stato di diritto. Oggi non lo è più. La Brexit è l'espressione più clamorosa, ma non certo l'unica, del distacco  crescente fra i cittadini e le istituzioni europee. Un po' ovunque la sfiducia e il disagio sociale forniscono cibo a movimenti populisti, nazionalisti e xenofobi. In alcuni paesi i governi prendono iniziative in pieno contrasto con i principi dello Stato di diritto che sono fondamentali per definirsi europei. E'accaduto che gli Stati membri hanno fatto prevalere interessi nazionali, particolarismi, non hanno voluto condividere la propria sovranità con quella degli altri paesi e dell'Unione stessa. Hanno indebolito le istituzioni comunitarie che oggi sembrano vacillare difronte ai problemi della globalizzazione e difronte alle questioni sociali crescenti, aumentate dal drammatico arrivo di migranti dal Mediterraneo, che doveva essere e non è stata, faccenda al di sopra dei singoli Stati. Il Progetto Europa Unita è restato incompiuto, l'Europa degli Stati e divenuta l'Europa dei trattati ed è questa la causa della sua forte crisi. Questa debolezza è erosione di un sistema che aveva fatto dell'Europa e dei suoi Stati partecipanti, un esempio di democrazia e salvaguardia delle identità illuministe perpetuate ed accresciute dalla grande spinta del dopoguerra. L'Italia? Il nostro paese risente più di tutti della crisi dei valori democratici e ha più alti il dramma e l'onere della rocezione dei flussi migratori. Per queste ragioni sono diventate drammatiche le elezioni del prossimo 4 marzo 2018. Abbiamo di tutto, populismo su cui sono fondati diversi partiti, abbiamo nostalgici della grande democrazia che sono quasi patetici, abbiamo nazionalisti, abbiamo razzismo, abbiamo uno Stato a sovranità limitata per il forte debito pubblico, abbiamo scarsa fiducia dei mercati per politiche che promettono agi a un paese che agi non potrà permettersi. Il silenzio del Vaticano e di tutto il clero stranamente compatto, in questa campagna elettorale, la dice lunga su cosa stiamo per assistere. Costoro, che sempre hanno inciso sul voto nel nostro paese, capiscono le grosse incertezze dell'esito ed attendono su quale carro converrà salire per non uscire anch'essi sconfitti. Chi uscirà perdente da queste elezioni sarà una figura marginale in un paese che non smetterà di ignorare le fasce più deboli e impoverite e dove la democrazia è in serio pericolo.