29. nov, 2017

In-Sicurezza.

Quando parliamo di sicurezza in realtà stiamo parlando di insicurezza. Essa cambia volto e nome nel corso del tempo. La sicurezza negli ultimi ventanni è stata ricondotta, dapprima, in prevalenza, alla criminalità comune e anche a quella "organizzata". Sostituita più tardi con quella dell'enorme afflusso di migranti, un'invasione. Per fortuna il tasso di aumento di crimini dovuti all'immigrazione è assai inferiore all'incremento degli arrivi. Se pensiamo all'insicurezza, gli argomenti che abbiamo citato hanno aumentato le paure nelle nostre case, e abbiamo aggiunto altre insicurezze: la disoccupazione, i licenziamenti, i contratti precari, quelli non tutelati, le chiusure aziendali ecc. Il lavoro è al centro della nostra vita sociale e personale, se esso diventa sempre più frammentato o intermittente la visione del futuro è incerta e ci porta ansia. L'insicurezza si propaga in ogni direzione e diventa globale anch'essa in quanto la crisi economica e del lavoro ha cause lontane, indefinite: mercati, banche, multinazionali non sappiamo che volto hanno, dove stanno, chi le rappresenta. Lo spread da chi viene manovrato. In tutte queste insicurezze, l'unico nemico accertabile è quello delle facce, ha facce diverse dalle nostre, sono <i negher> per intenderci, che incrociamo in strade e piazze. Il nostro nemico che ha un aspetto chiaro, sono gli immigrati. Il terrorismo, vedi Bataclan e le aggressioni alle donne durante le feste di fine anno, terrore praticato da pochi, crea danni immensi ai tanti, a coloro che sono cittadini ospiti onesti. Ricordiamo come alcuni abituali malavitosi italiani che, appena sbarcati negli USA, subito organizzati anche li, fecero diventare tutti gli altri italiani, arrivati con loro o sbarcati dopo, mafiosi e aggredibili. Oggi, carichiamo ogni aggressione terroristica in Europa di significato religioso, cosi i veri colpevoli, criminali terroristi diventano anch'essi una causa incerta. Li fondiamo nella figura incerta dei mandanti, dei complici o degli istigatori. Sembra estremamente chiaro che, per gli europei e soprattutto per noi italiani, l'unica cosa di cui siamo sicuri è proprio quella di essere insicuri.