11. nov, 2017

La personalizzazione della politica e gli italiani che pagano sempre.

Renzismo che nasce dal Berlusconismo. Nessuna ideologia sia chiaro, ma uno stile politico che poco sa di politico. Tutto si basa sulla personalizzazione della politica e del partito, sull'uso della comunicazione al posto della strutturazione delle idee o organizzazione del pensiero politico, comanda il marketing al posto dell'ideologia. Berlusconismo e Renzismo, per attirare elettori, scelgono ed indicano chi sono i nemici degli italiani. Attaccano per dividere per separare: oggi i dirigenti pubblici, domani il sindacato, poi la Confindustria, e così via, <dividono i lavoratori> e questo agli italiani piace. I lavoratori si fanno affascinare da coloro che gli suggeriscono quali sono i veri problemi per cui i leader non riescono a produrre buona politica, problemi che mai riguardano la loro incapacità di governare. Berlusconi ha diviso la società e la politica con un muro, da una parte il leader e gli affascinati dal leader, e dall'altra i comunisti. Chi non vota Berlusconi è certamente comunista. Renzi ha un apprezzamento trasversale, spazia da sinistra a destra passando per i vicoli del centro clericale, piace alle femmine di tutte le età, da nord a sud del paese. Lui suggerisce, ai suoi sotenitori che applaudono, proprio i compagni di partito, come i peggiori nemici della governabilità da esso desiderata, e vista come la sua soluzione per la crisi del paese. Identifica i suoi compagni di partito, come il vecchio del paese che non vuole il rinnovamento. Il Renzismo è assai scaltro, muove in velocità mai usata prima, cambiando scadenze e obiettivi e questo preserva il suo operato dal giudizio del paese, agli elettori diventa impossibile valutare i risultati. Ricorda in questo, l'operare di Craxi, e agli amici del Renzismo, occorre stare in guardia, potrebbero restare tali per poco. Gli italiani? Hanno imparato, sulla propria pelle, che quando un premier grida che la crisi è finita, ecco che piovono altri sacrifici!! Ecco altre tasse, altri tagli alla sanità, tagli agli investimenti. Servono per consolidare la ripresa, per abbassare il debito pubblico, e così via. Lo ha fatto Berlusconi, lo ha fatto Monti, Letta, Renzi, ovvero tutti.