14. ott, 2017

La politica della recitazione, dei blogger e gli italiani.

Fu Reagan ad inaugurare l'era del leader attore. L'avvento della televisione ha imposto ai politici di diventare attori. D'Alema nei primi anni Novanta frequentò la scuola di recitazione romana per 4 anni, fu lì che imparò i tempi giusti della recitazione per sostenere argomenti che ancora oggi irritano la stragrande maggioranza degli italiani. I politici non divennero attori-politici, ma solo attori, ovvero "dico" un contenuto che non ha senso se non per avere attenzione in quel momento, il giorno dopo tutto diimenticato. In seguito con l'arrivo di Berlusconi e la sua "discesa in campo" in pochi mesi portò alla sparizione di ogni confine tra tra politica, spettacolo e finalmente fu gossip. Questo modo di far politica divenne un modello che fu assunto subito in altri paesi europei la Francia ebbe in Sarkozy il suo Berlusckozy, come lo "appellavano" i giornalisti francesi de Le Monde. Oggi questa figura è obsoleta, scalzata da attori/politici allevati in Rai e soprattutto da altri media. Grillo blogger professionista, Renzi che parla in tv mentre twitta e l'ex separatista Salvini partecipa a quiz in tv, si fa fotografare con modelle ed è presente sulle copertine quasi quanto il san Francesco argentino. Ed ecco infine le ministre, che sono dappertutto e se un neonato piange più del solito, appena partorito, la ministra della sanità mette in giro su fb una foto di lei che salva il neonato. Tutto quello che abbiamo citato non è niente rispetto a quello che avviene nei talk. Essi sono un "crocevia" dove si incontrano: cantanti, cuochi, calciatori, criminali, criminilogi (più dannosi dei criminali), sociologi infelici, attori, politici, consumatori che entrano nella Coop perché sono comunisti e in Esselunga perché sono fascisti, insieme a questi ecco imprenditori, avvocati, professionisti di ogni genere. Tutte le distanze tra persone e ruoli vengono annientate, tutto diventa spettacolo e gli italiani spettatori, completamente fuori di testa, si alzano la mattina per correre dietro qualcosa per vivere, oppure, se hanno da mangiare assicurato, corrono dietro il nulla perché sperano in una vita futura bellissima. Dimenticano l'oggi, non pensano al presente, ovvero vivono come  morti che corrono, seguendo i consigli del clero, e meno male che ci sono loro.