28. set, 2017

Alla solita paura della morte, sommiamo le quotidiane paure.

Ogni giorno una paura diversa. Le paure accompagnano la nostra vita e le nostre giornate. La paura dei disastri naturali, del territorio che si ribella, dei terremoti, delle alluvioni, delle bombe coreane più crudeli delle iraniane e delle americane, dei palazzi costruiti risparmiando che cadono a pezzi, la paura del Meteo che fa restare in casa anche quando non è necessario. Le agenzie di informazione online giocano con titoli ad ingigantire le nostre paure <l'uragano Irma devastante> e terribile verso la Florida dove sono costrette a scappare dalle proprie case una quantità di cittadini pari agli abitanti di Roma. Pensate a cosa accadrebbe se i romani dovessero lasciare la città in 24 ore, non oso pensarlo. Mentre Irma avanzava sotto la curiosità e finta preoccupazione di noi italiani che ci sentiamo amorevolmente protetti dal Mediterraneo, ecco che un temporale a Livorno uccide quasi quanto l'uragano ai Caraibi. I titoli cambiano ma la paura della gente avanza impetuosa. Altre paure incombono. Gli immigrati fanno paura, l'Isis fa paura, l'epidemie africane ci terrorizzano. La globalizzazione, la crisi economica, i crimini comuni ci mettono in angoscia. L'insicurezza nasce dalla paura che produce sempre più paura, la paura e fra noi. Coltiviamo la paura, sicuramente come uno spettacolo di successo, gli spettatori non mancano mai ed ecco che i delitti commessi in famiglia, nei paesini, e nelle città, aprono le pagine dei giornali, dei telegiornali, delle pagine web e sui social si scatena la santa certezza del giustizialismo. Assassini e vittime diventano il cast più seguito nei salotti, nelle inchieste e ci fanno compagnia nelle sere piovose. Le storie di criminali, carabinieri eroi e degli immancabili preti campioni di umanità fasulla, diventano soggetto di canali tematici nelle tv satellitari. La paura, come spettacolo in diretta e in differita fa audience certa. Non sapremmo più vivere senza la quotidiana dose di paura.