31. ago, 2017

L'opinione pubblica non esiste.

I sondaggi non sono la realtà ma un metodo approssimativo per raffigurarla. I loro risultati dipendono dalle domande e da chi le fa. Le interviste non coinvolgono la popolazione ma un campione di essa. Chi non risponde o non è intervistato non esiste non conta nulla nemmeno come essere umano. Conta solo come numero influenzabile di riflesso, un'entità da coinvolgere, indirizzare a un'opinione in maniera subdola. Diversi pensatori da quaranta anni in qua hanno affermato che l'opinione pubblica non esiste, ma sono tenuti alla macchia, relegati nei circuiti culturali, nei movimenti, nei circoli dove si affrontano temi di pubblico interesse, contro cui i politici si schierano compatti. Un sondaggio può essere manipolato per manipolare, può essere indirizzato alla formazione di quella opinione in vasti strati della società, di un'opinione che indirizza la retorica della politica e consente di governare a scapito della qualità della vita sociale e senza un reale consenso politico. Possiamo concludere che l'opinione pubblica non esiste ma si è affermata la politica dell'opinione. Qualche migliaio di persone vengono interpellate tutti i giorni e decidono per tutti gli altri. Una strana democrazia fondata sulla volontà di <campioni> mentre ai cittadini resta i ruolo di spettaori sia in Tv che nella gestione delle istituzioni democratiche.