11. ago, 2017

Dai grandi muri ai muretti della odierna politica.

Difficile fare politica senza barriere. Nel dopoguerra avevamo il Muro di Berlino che in Italia divideva comunisti da democristiani, comunisti da anticomunisti. Gli anticomunisti sempre al governo e i comunisti stabili all'opposizione. Qualcuno ha tentato di abbattere il muro tra comunisti e anticomunisti, prima del tempo ed è stato trovato morto dentro un bagagliaio di un'auto. Nel fragore della caduta del su citato muro avvenuta nel 1992 spunta il Berlusconi che costruisce subito un nuovo muro che dividerà la società italiana per ventanni in due mondi opposti e inconciliabili. Berlusconiani e anti-berlusconiani, o meglio, berlusconiani e comunisti. Chi non stava dalla parte di Berlusconi, non poteva non essere un comunista. Il comunismo conquista notorietà e importanza proprio dopo la caduta del Muro di Berlino, mai è esistito un problema dell'essere comunisti come ai tempi dell'uomo di Arcore. Cade anche il muro berlusconiamo e arrivano siepi e <muretti> i quali facilmente aggirabili consentono di governare anche contro la volontà espressa dalle elezioni. Nascono governi dove il premier legifera con antagonisti delle elezioni che lo hanno eletto e contro colleghi di partito. Firmano patti sulle riforme istituzionali, aggirano la Costituzione, disorientano e tartassano categorie ampie di cittadini che, per sopravvivere, sono alla perenne ricerca di nuovi muri: l'articolo 18 anche se superato, la difesa della Costituzione, la difesa dei propri interessi di parte infischiandosene se andranno a ledere gli interessi di tutto il paese. Per avere nuovi muri occorrono fondamenta profonde e poiché nessuno vuole lavorare per buone fondamenta, restiamo senza muri e fra poco anche senza tetto e senza una casa ..tutto sta andando in malora.