16. lug, 2017

L'illegalità uccide la politica e la nostra democrazia è in pericolo.

Sono passati venti anni da tangentopoli ma abbiamo la percezione che siamo sempre entro quegli accaduti, non ne siamo mai usciti. Anzi la sfiducia dei cittadini verso le istituzioni è restata intatta ed è li che i partiti di destra oggi così di moda hanno tratto un grande consenso, i partiti dell'antipolitica. Metà degli italiani oggi credono che la corruzione dopo tangentopoli sia autmentata ed hanno pienamente ragione. La classe dirigente italiana è figlia della classe dirigente che ha ereditato i comportamenti del ventennio fascista, e del dopoguerra democristiano/fascista dove il privilegio e il famigliarismo sanguigno, l'essere superiore agli altri era credo e necessità. Questa cultura si è insediata inamovibile anche con i figli e nipoti dei dirigenti di quel periodo, essi hanno trovato nel popolo delle raccomandazioni, nel popolo dell'affarismo riservato ad amici di famiglia, ed agli amici degli amici di abitudini imbarazzanti per ogni democrazia, la giusta causa per essere fedeli alla destra storica. Quelli di sinistra, invece, hanno ribattuto, per non sentirsi da meno con i posti riservati al sindacato,al partito socialista, al pci ecc. Tutto questo ha premiato chi non studiava e tritato chi, sgobbato per vent'anni nelle università, si è visto sorpassare nei posti nei posti chiave delle istituzioni da beffardi raccomandati ed ignoranti. Da qui è nata e cresciuta la classe dirigente italiana attuale. La cultura di governo, premiante chi è fedele al leader, unita alla mediocrità del cristianesimo che si associa con chi gli garantisce potere e immunità, hanno gettato le basi culturali che generano comportamenti imbarazzanti per senso di uguaglianza e giustizia in tutta la classe dirigente italiana. Il trenta percento degli italiani è convinto che non ci sia differenza tra destra e sinistra in quanto a ruberie. La destra lo fa per convinzione di poterlo fare in quanto classe dominante, e la sinistra lo fa non appena pensa, di essere anche lei, potere perdurante, entrambi i contendenti sono figli della stessa cultura di cui abbiamo detto sopra. Gli scandali, si ripetono dovunque, sia dove governano  politici di professione, sia dove, improvvisandosi, governano quelli nel nome dell'antipolitica. Alla Roma ladrona, rispondono  i furbi della Lega Nord lombarda o della Venezia Giulia, rispondono i capetti toscani della MPS e della Cattolica veneta. I politici italiani governano pensando che il bene pubblico sia intascabile facile se protetti da leggi e preghiere. Oggi al posto degli italiani migliori, nei posti chiave dell'amministrazione, della giustizia, e di tutti gli apparati pubbici fondamentali, ci troviamo individui che invece di studiare, hanno lauree prese a Tirana o comprate da atenei compiacenti. Ecco chi sono i ladri moderni, che come quelli antichi, hanno fatto diventare legalità e politica quasi inconciliabili con la nostra democrazia. Le conseguenze? Gravissime. I cittadini sempre più lontani dalla politica, le istituzioni che garantiscomo legalità sono sempre più presenti in essa. In questo modo sta crescendo una democrazia della sfiducia, una democrazia sorvegliata, dove la magistratura ha assunto quasi un ruolo politico, dove i partiti crescono come non partiti e lontani dalla gente, in altre parole stiamo assistendo alla fine della politica e lo stato della nostra democrazia è preoccupante.