8. lug, 2017

Continua l'era del leader

Nel dopoguerra, governavano le organizzazioni le burocrazie, dove si erano nascosti (neanche così tanto) gerarchi, gerarchetti, e delatori di provenienza mussoliniana. Poi negli anni Settanta, verso gli Ottanta è cambiato tutto, i partiti di massa, grandi organizzazioni diffuse nella società, sul territorio nelle istituzioni, si sono sfaldati in tempi brevissimi, sotto il peso della sfiducia sociale e di tante altre cose che hanno delegittimato un'intera classe dirigente. Su quelle macerie ecco i leader!! Al posto delle organizzazioni arrivano persone, singoli individui. Al posto della partecipazione e delle ideologie arrivano comunicazione e marketing. Al posto della presenza nella società, e del contatto con la gente, ecco l'immgine e la capacità di comunicare sui media (bucare il video). Essere in tv un obbligo tanto il canone lo pagano i cittadini. Così dopo Bettino ecco il fenomeno Berlusconi, colui che ha imposto una leadership personale e mediale, imitato da tutti gli altri. (solo i costumi non gli sono stati copiati, era impossibile). Più tardi ancora, Grillo in testa, ecco che varia il tipo di strumento mediatico ma sempre di un leader si tratta. Grillo crea sul web un partito che somiglia parecchio a quelli di massa della Prima Repubblica. Nei partiti Dc, Psi, Pci, Psdi, Pri, e forse altri che non ricordo più, la politica era fondata sugli ideali e sulle rapine quasi necessarie, quasi patologiche, un reato ascrivibile a tutti, diventava legale e tranquillo, se era eseguito all'interno di un partito politico, dove esistevano tesorerie imbarazzanti come quelle delle corti europee del diciottesimo secolo. Oggi i grillini rischiano l'illegalità per incompetenza, vogliono riformare la pubblica amministrazione senza sapere di cosa si tratta. Sempre oggi Renzi, ha dalla sua tutti i tipi di media ed è abilissimo a comunicare sui social. Per concludere oggi non c'è partito, associazione o istituzione che possa esistere senza avere un leader che lo identifichi, lo rappresenti, e in cui identificarsi. Il governo Renzi è stato esattamente questo e contrassegna questo periodo. Apparteniamo "all'epoca del leader". Il leader cambia partito ed alleanze ma i suoi fedelissimi elettori, che abilmente affascina, continuano a votarlo. Che importa se le leggi che un governo emana trascurano i problemi reali e gravi del paese, meglio è occuparsi di fesserie, di belle visioni ridondanti sui social, sono queste le cose che  creano consenso, i problemi della gente possono attendere!!