30. giu, 2017

I giovani italiani figli unici che vanno, sapendo di poter tornare.

Qui i giovani si sentono stretti. Gli adulti, gli anziani sono più tutelati, più protetti, le loro pensioni tutelate mentre i giovani non andranno mai in pensione, perché il loro ingresso nel mercato del lavoro è ritardato e lo sarà sempre di più. Hanno anche retribuzioni più basse e garanzie occupazionali molto più limitate, ecco quindi una profonda frattura generazionale e nonostante i tanti svantaggi questi giovani non protestano. Il neoliberismo ha aumentato i giochi, quelli che io chiamo, <i divertimenti del pollaio> hanno un effetto narcosi, tutti preoccupati a non dover fare a meno di questi svaghi di massa che nella testa prende posto un preoccupazione opprimente; <meglio un posto di lavoro incerto, senza diritti, che il rischio di non <partecipare> alle movide, agli aperitivi, alle apericene, ai <cortei delle torte> ed ai <mi piace> di Facebook ecc. I loro padri sessantottini sono lontani anni luce e proprio essendo parte di quel tipo di padri, sono molto dispiaciuto per l'assenza di vero conflitto. La mancanza di conflittualità indica una fase stagnante e assenza di innovazione; la contestazione nelle scuole, nella società, nel lavoro e soprattutto nelle famiglie produce e accelera il cambiamento. La tanto abusata parola <rottamazione> ha funzionato scarsamente nella politica (tanto rumore per nulla), ma ancor meno nelle imprese, nella finanza, nella comunicazione. Tutto sempbra stagnante o all'insegna della continuità, e nella famiglia i giovani non sono intenzionati a ribellarsi, viste le incertezze del futuro, ecco che il reddito di genitori e nonni fa comodo e anche qui resta sovrana la continuità. I neoliberisti lo sanno e alimentano, insieme al clero, (per questi momento storico assai propizio)  l'assenza di iniziative, facendo sembrare inutili e dannose ogni forma di pensiero irriverente ed abbattendo la formazione umanistica che forma cittadini attenti e critici. Il tetto famigliare consente invece  ai <figli unici> (siamo un popolo di figli unici) di andarsene volentieri con l'idea che quel tetto resti protettivo in eterno. Per innovare il paese quindi, per far decollare i nostri figli, occorre ripotenziare gli studi classici, e rispolverare la metafora dell'uccisione dei genitori.