24. mag, 2017

Noi europei, <<nonostante>>

L'euro ci stressa. Chi ricorda più quando Prodi riuscì a restare Presidente del Consiglio perché l'Italia doveva entrare nell'euro, nessuno. L'Inghilterra si chiama fuori, la destra francese sale, Salvini sale, i pentastellati salgono. L'Europa un <<protettorato tedesco>>. Eppure l'euro è più di una moneta, è l'unica vera comunità allargata in Europa, è l'Europa fondata sulla moneta, mentre tutto il resto, integrazione ed Europa politca possono aspettare. In Italia l'euro non piace alla destra ma neanche alla sinistra e se Prodi poté contare su un 60% di consensi oggi l'euro avrà si e no un 30% di consensi e la maggior parte degli italiani lo considera svantaggioso. Oggi, in Italia è difficile incontrare qualcuno che si dica contento dell'euro o della Ue e della sua moneta. Sono anche certo che in caso di referendum gli italiani voterebbero per restare nell'euro <<non si sa mai>> prima o poi funzioni. L'euro ci stressa, ma nonostante questo, restiamo europei abbastanza convinti, ci teniamo la moneta unica senza passione ed ora con l'elezione di Macron in Francia siamo pieni di speranza che si esaurisca la spinta divergente che ha caratterizzato l'Europa degli ultimi dieci anni e che si avvii finalmente un processo di integrazione per un'Europa politica.