16. mag, 2017

La sempiterna <<questione morale>>

La questione morale in Italia è al centro dal 1946 quando i "padri della patria" seduti in parlamento dovettero decidere sui riciclati fascisti che occupavano cariche pubbliche. Essi si mischiarono tra coloro che avevano combattuto il regime, come se invece di pagare crimini efferati, avessere maturato diritti intoccabili in un paese straziato che passava dalla Monarchia alla Repubblica e da una dittatura ad una convivenza democratica. I servi del fascismo e manovalanza del fascismo in Italia come in Francia, mantennero e spesso videro aumentato il loro potere, in Italia nelle file della DC e in Francia nel gollismo. Accolti nella DC come emeriti, dall' ormai collaudato scambio di favori, prima dal fascismo verso il clero (vedi Patti Lateranensi, la religione come materia di insegnamento dell'obbligo), poi al contrario dal clero agli ex fascisti, (protezione e occupazione in cariche pubbliche). Una compensazione ai danni del paese. I combattenti della resistenza in queste due nazioni, commisero l'errore di non cacciare dai rispettivi paesi tutti i collusi dei due feroci fascismi, cosa che invece era perfettamente riuscita in Germania con i nazisti. Ma torniamo al nostro paese. Fu Berlinguer, agli inizi degli anni Ottanta, che in una pubblica intervista disse: <<in Italia c'è una questione morale>>, un problema che se non aggredito subito, ancora parole di Berlinguer, <<rischia di soffocare in una palude la democrazia italiana>>. La "questione morale" non è mai finita, neppure dopo tangentopoli. Gli episodi di corruzione politica si sono ripetuti e si ripetono in tutte le aree e ad ogni livello. Sembra, percepiamo quasi impossibile, in Italia governare, avere cariche pubbliche senza essere o finire impigliati in una ragnatela di affari illeciti. In questo paese, la società sembra non aver sviluppato quelli che Giovanni Sartori chiamava <<antiicorpi della democrazia>>. Ovvero il "senso civico" sembra essere offuscato, reso confuso dal "senso cinico", scaturito, reso enorme, proprio dalla gestione dell'educazione scolastica, gestita totalmente dal "connubio" clerical/fascista che ha imperato senza ostacoli, protetto e reso ancora più autoritario, dalla Democrazia Cristiana. La nazione dei corrotti ha alimentato un'educazione degli italiani facile da assuefare agli scandali, una degenerazione dell'educazione che ha trasformato l'etica in est-etica del leader. Mettendo avanti tutto l'estetica essa è contrapposta dall'anti-estetica e questo nel circuito del personale. Rimuove l'indignazione e crea assuefazione. Cambia il leader, cambiano i ladri, ma la corruzione resta dov'è. Se scorriamo i giornali, cambiano i nomi ma i reati sono sempre gli stessi e gli italiani rassegnati conviventi/conniventi. Nelle coscienze degli italiani cresce quindi non la "nuova politica" con nuova etica, ma l'antipolitica. Così  fan tutti!! La <<questione morale>> sembra senza soluzione e noi, di lunga data, vediamo nell'anti-politica un nuovo fascismo a braccetto con il clero, nato dal vecchio clero a braccetto con il fascismo. Una <<questione morale>> senza soluzione fin quando tutti vedranno nell'uomo forte la soluzione al problema, lui risolverà il problema togliendo lobertà, ma noi speriamo di non esserci.