20. apr, 2017

I confini e le frontiere contro i nuovi muri

I problema confini e il terrore di essere il "migrante" di domani.
L'Europa di questi tempi ci appare sempre più divisa. Soprattutto da quando l'emergenza prodotta dai flussi di migranti sta facendo vacillare il trattato di Schengen sulla libera circolazione dei cittadini fra gli stati dell'unione. Ricordo la bella sensazione di quando andai da Roma ad Andorra, era circa la metà anni Novanta, senza mai esibire un documento, un'eccellenza del Vecchio Continente ed io fiero di appartenervi. Tuttavia non è corretto trattare i "confini" come un problema. Un problema va eliminato, invece i confini, le frontiere servono non solo sul piano istituzionale ma anche come conoscenza geografica, le mappe rappresentano il mondo che ci circonda. I cambiamenti dei confini hanno sempre rappresentato e rappresentano la distribuzione e l'organizzazione del potere come "territorialità" e ci sentiamo orfani del Muro di Berlino a est ma anche del Mediterraneo a sud. Quell'est e quel sud erano frontiere politiche ma anche sociali culturali ed ideologiche. Oggi non ci sono ed è aumentato il disorientamento degli europei. La Russia non è più "l'altro" polo del mondo, ma solo "un" polo, se pur importante. Il Mediterraneo non ci separa più dall'Africa, non abbiamo quel senso di "protezione" da africani e asiatici medio orientali. Oggi il "pericolo" sembra incombere sull'Europa, e provenire da ogni direzione nessuna esclusa. Una area di crisi attuale come quella coreana non la percepiamo più lontana ma drammaticamente vicina. Un approccio nucleare di difesa o offesa sembra ci coinvolga fortemente e questo ci fa vivere con la sensazione di pericolo continuo e incombente. I contrasti tra Corea del Nord e i loro nemici di sempre, alimentano le nostre paure e le paure ci vengono centuplicate dai Media con dirette tv e dai rimbalzi di Rete. In questi tempi abbiamo bisogno di confini. Essi rappresentano la "frontiera" delle nostre paure allargate e globalizzate. Una frontiera rispettata è il miglior viatico per evitare altri muri ma anche per toglierci paure inutili. Sentiamo importanti i confini, senza di essi siamo spaesati, ci perdiamo, vediamo in noi il possibile "migrante di domani". Conviene tenerli con cura e rispetto, ci fanno bene.