3. feb, 2017

L'assenza della democrazia diretta è oramai un problema, fa crescere il partito del non voto.

In Italia spaventati dal fascismo votavano tutti, l’astensione era un fenomeno di poche persone. E’ aumentata negli anni Ottanta/Novanta e Berlusconi nel 2006 per sorpassare Prodi fece ricorso ad una vera lotta contro l’astensione che sistematicamente affliggeva la destra. Dopo quel frangente con la crisi fisiologica della sinistra dove anche li il voto non era più un atto di fede, ecco che le roccaforti della sinistra si sgretolano. Emilia Romagna, Toscana, Umbria ecc. un tipo di astensione non  per indifferenza o ignoranza ma per insofferenza vera e pura. Contro i partiti e i candidati della propria parte politica. «sono come gli altri», «altro che questione morale» rubano come gli altri, fanno gli interessi propri come gli altri. La crisi dell’elettorato tradizionalmente di sinistra porta altra astensione, massiccia notevole come un partito: «Renzi è di destra», «Renzi è un altro Berlusconi», insomma oggi l’astensione è il partito di chi non vota. E’ la sinistra che, dimenticando il fascismo d’Italia, ricordando che da decenni non riesce a scegliere un candidato ma gli viene in qualche modo proposto, ha deciso di non votare in attesa di tempi migliori. I partiti della sinistra considerano la democrazia diretta, uno strumento di scarsità democratica e pericoloso oggettivamente; è oramai ora di rivedere questo concetto e riportare l cittadino al centro dell’attività politica è un passo oramai non  rinviabile.