30. nov, 2016

Il primo partito è anche il primo antipartito: il caso M. 5 Stelle.

La politica è in cerca di un’alternativa capace di offrire identità e riconoscimento ai partiti ma anche ai probabili votanti. La differenza rispetto al passato, è che questa ricerca è affannosa, meno propositiva, senza alternativa. Basta pensare alla proiezione del renzismo, oggi alla guida del paese. Partito da sinistra si è allungato verso il centro. Proprio mentre a destra si è affermata la Lega di Salvini cogliendo spazi lasciati dal netto declino di Berlusconi. Ieri la Lega guidata da Bossi, aveva riproposto la frattura territoriale all’inverso, traducendo la <questione meridionale> in questione settentrionale, oggi Salvini ha ridisegnato l’orizzonte elettorale della Lega che non appare più legata al Nord ma si presenta come partito nazionale. Quel <nazionale> che fa da eco al Front national francese di Marine Le Pen. La Lega nazionale di Salvini, però, in questa fase è <pratica> e quindi alimenta lo spirito antipolitico crescente del paese. E’ questo il sentimento che in Italia alimenta la politica/non politica che la Lega rappresenta benissimo e ancor più il Movimento 5 Stelle di Grillo. Il partito di Grillo e Casaleggio è ormai da anni il primo partito italiano, anzi potremmo anche dire primo <antipartito> italiano. E’ questa l’alternativa che può far bene al paese? Diciamo che oggi è così non c’è altra cultura nel breve che porterà un vero cambiamento. Dobbiamo accontentarci.