19. ott, 2016

L'individualismo, la crisi del 2008 e i danni alle generazioni future.

Il circuito, affermazione individuale e volontà di potenza, da una spinta energica che ha prodotto crescita a lungo termine. Questo modello ha anche delle conseguenze grosse e che generano strati d’ansia. La crisi del 2008 è più grave di quella del ’29 e ci dice chiaro che il circuito affermazione/volontà di potenza può avere drive deliranti. La crisi finanziaria non è stata determinata dal fatto che alcuni <cattivi> abbiano fatto cose che non avrebbero dovuto, perché indisciplinati o disobbedienti alle regole. E’ successo che nel cuore del modello occidentale, le principali istituzioni finanziarie oramai globali, con i loro sistemi complicatissimi e raffinati che avevano reso possibile la globalizzazione, hanno reso possibile una crescita economica per almeno 15 anni, ovvero dal ’92 al 2007. Queste organizzazioni finanziarie, con i loro marchingegni tipo «castelli di carte» grandissimi, che generavano profitti attraverso altri profitti ad un certo punto sono diventati autoreferenziali e fuori da qualsiasi controllo. In Europa il debito pubblico si è preso un pezzo di futuro, ovvero sarà a carico di chi verrà dopo di noi. In America il debito privato lo stesso. Ecco questo è l’esempio di come la volontà di potenza di questo forte individualismo sfonda sul futuro, cioè è senza limite e danneggia le generazioni future.