12. ott, 2016

L'individualismo e lo Stato

In Europa lo Stato ha largamente rappresentato, nella gestione del debito pubblico, il soggetto che garantisce il godimento dei cittadini. Qui sta l’anomalia europea. Noi, in Europa, il godimento, la nostra realizzazione non ce li siamo procurati attraverso l’indebitamento personale e nelle regole di mercato, ma costruendo debiti pubblici a dir poco clamorosi. Abbiamo avuto l’idea che lo stato garantisca tutto e tutti noi cittadini. Spendiamo poi vedremo!! Questa era la banale idea del successo craxiano e post socialisti. Occorre riconoscere che le finanziarie dei primi anni Novanta (Ciampi e dr. Sottile), sponsorizzate da una certa rimanenza attiva della sinistra, furono sangue e dolore e consegnarono in un batter d’occhio il paese nelle mani di Berlusconi e della sua dittatura mediatica. Simone Weil, banalmente e mortalmente credibile, quando fu approvata la Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, scrisse: <va tutto benissimo, a condizione che a ogni diritto a fianco scriviamo a chi spetta il dovere di sostenere quel diritto>. Perché ogni diritto richiede che qualcuno se ne faccia carico, altrimenti il diritto proclamato con tanta energia, e demandato a un’istituzione astratta, come lo Stato, rischia di restare in un’area di irresponsabilità generale.