12. set, 2016

Non più bipolarismo, ma un mondo multipolare

Questa crisi ci lascia poveri, inquieti e viviamo in vecchie e nuove incertezze.

Dobbiamo constatare che, mentre nei trent’anni precedenti, avevamo un elemento, il mondo anglosassone, che conduceva gli approcci e definiva le regole del sistema internazionale, per tutta una serie di ragioni ora ci troviamo in un mondo multipolare, in cui ci sono ancora gli Anglosassoni, ma anche l’Europa che fa prove di esistenza, c’è una Cina che fa impressione, ci sono India e Sud America che sparano cartucce anche loro e ancora la Russia che sta in mezzo, ancora una volta, e non si capisce da che parte vuole incidere ed è un’incertezza di brutti presagi. Proviamo a pensare che gli Usa sono indebitati con la Cina, che i cinesi gestiscono il tasso di cambio a loro vantaggio e questo genera sconforto sulla questione potenza e volontà di potenza. «facciamo regole internazionali» £ci vogliono regole al mercato finanziario» lo dicono tutti, ma perché non si fanno? Perché mettere una regola vuol dire che «questa cosa non si farà». Una regola si regge perché qualcuno è in grado di farla rispettare o quantomeno ci prova. Nessun capo di governo può mettere una regola contro il suo elettorato che è proteso verso un nuovo benessere ed è il motivo per cui ha votato quel capo di governo. Nessuno può decidere nulla in quanto la politica (diga) ha, dietro di sé come la pressione, di tonnellate di acqua, e stenta ad evitare una catastrofe. Nessuno è in grado di contrattare con i propri elettori dicendo: <cari americani o italiani o cinesi, dobbiamo stare un po’ peggio noi per far star meglio i francesi o gli africani o i turchi> Quale politico è in grado di reggere queste pressioni? Altra domanda: chi paga chi sostiene il costo di queste regole? Vedremo nei prossimi post.